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l'attentato

Archiviata la ‘bomba’ di via Calcagnini

L'intervento di polizia municipale e vigili del fuoco
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L'intervento di polizia municipale e vigili del fuoco

Dopo mesi di indagini non ci sono prove per indicare chi e perché ha tentato la strage con il tubo del gas nella palazzina di Ferrara

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FERRARA - Non si saprà mai chi e perché abbia tentato di far saltare la palazzina di via Calcagnini 3, in centro città, nel luglio scorso con una «bomba» rudimentale, un tubo volante collegato ad un rubinetto del gas, infilato poi nella finestra della casa: aperto: la mattina del ritrovamento l’ordigno era una bomba pronta ad esplodere e sarebbe bastata una scintilla - interruttore o fornello - per innescare incendio ed esplosione nella palazzina in cui abitano 4 famiglie. Non si saprà mai la verità su questa tentata strage (così era rubricato il reato) poichè la procura a conclusione delle indagini ha chiesto e ottenuto dal giudice l’archiviazione visto che non sono state raggiunte le prove per indicare il chi e il perché.

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Si conclude così dunque uno dei misteri più inquietanti degli ultimi tempi in città, poichè ancora oggi tanti si chiedono i motivi di tutto questo. Diverse le ipotesi su cui hanno lavorato gli inquirenti, la squadra mobile e il pm Nicola Proto, con diversi moventi. Legati ovviamente agli abitanti nella palazzina. In un primo momento si era parlato, secondo una pista privilegiata, di un dissidio tra un professionista che abita nel palazzo e un cliente che avrebbe portato il cliente stesso ad architettare (non da solo, ma con l’aiuto di qualcuno esperto nel ramo dell’idraulica) questa possibile ritorsione.

Ma prove concrete e riscontrabili non sono state raggiunte. Così anche per altre piste sempre legate ad abitanti all’interno della palazzina. Altro non è possibile sapere, nè dei dettagli delle indagini (i nomi dei sospettati), visto il riserbo degli inquirenti. L’unica cosa certa resta quell’atto, per fortuna scoperto e neutralizzato la mattina del 17 luglio scorso. Una strage evitata solo per una serie di circostanze fortuite che riassumiamo così.

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Verso le 8 del 17 luglio scorso un passante aveva notato un tubo bianco volante, nella via, collegato alla rete del gas e infilato in una finestra al piano terra della palazzina. Subito aveva lanciato l’allarme e così si era scoperta la bomba innescata e per fortuna non deflagrata, visto che il gas e era aperto e gli ambienti già saturi. Nella palazzina abitano 4 famiglie e quella mattina, per fortuna nessuno accese quella scintilla (fornello o luce) che avrebbe involontariamente innescato la bomba. Una bomba preparata sicuramente nella notte, da persone esperte in idraulica. Ma nonostante le indagini la procura ha dovuto alzare bandiera bianca: non ci sono prove per dare un nome a chi e spiegare il perché della «bomba».

Daniele Predieri

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