La Nuova Ferrara

Ferrara

la storia di un socio a terra

«Avevo 30mila euro in azioni Adesso mi devono aiutare»

A 67 anni, con una pensione di poco superiore al minimo da ex metalmeccanico e il conto corrente quasi prosciugato, G.C. aveva affidato il suo futuro ad il gruzzolo di azioni Carife acquistate negli...

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A 67 anni, con una pensione di poco superiore al minimo da ex metalmeccanico e il conto corrente quasi prosciugato, G.C. aveva affidato il suo futuro ad il gruzzolo di azioni Carife acquistate negli anni d’oro. «Valevano circa 30mila euro, ci ho messo tutta la liquidazione perché la mia bancaria di fiducia, a Ferrara, aveva giurato che erano sicurissime: “Non sono quotate, quindi non hanno le oscillazioni degli altri titoli. Al massimo manterranno il valore attuale”. Ecco, adesso non so proprio cosa fare visto che si parla di perdite enormi. Cosa mi rimarrà in mano e quando potrò incassarlo?». Domande che si pongono tutti i piccoli azionisti, destinate a trovare una risposta solo con gli atti ufficiali del Fondo interbancario. G.C. è correntista Carife dal 1975, ha avuto diversi interlocutori in banca, a Ferrara come a Portomaggiore, ha comprato nel 2003 e poi nel 2008, dopo aver guadagnato qualcosa in piccole compravendite negli anni precedenti. L’aumento di capitale del 2011 l’aveva “saltato” ma «solo perché non avevo disponibilità liquide in quel momento: per fortuna...». È riuscito a vendere qualcosa, appena 100 azioni, nel maggio 2013, a 10,79 euro, e poi nel gennaio 2014, a 6,2 euro.

«Ho saputo delle difficoltà e anche del commissariamento dai giornali, neanche una telefonata dalla banca - continua il suo racconto - Se non riesco a liquidare in fretta quelle azioni, come facciamo io e mia moglie a tirare avanti? La banca mi deve aiutare sennò vado a protestare in sede ».

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