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Carife può contare sui soldi Calatrava

Carife può contare sui soldi Calatrava

Primo step della vendita degli immobili milanesi: offerta da 19,7 milioni. Categorie economiche unite dalla Fondazione

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I commissari Carife hanno incontrato ieri i capi area, i capi uffici e i direttori di filiale, poi il presidente della Fondazione, Riccardo Maiarelli, a pochi giorni dalla scadenza del loro mandato, che è il 27 maggio, ma non hanno potuto comunicare novità sostanziali. Le sorti della banca sono nelle mani del Fondo interbancario di tutela dei depositi che la famosa delibera sulle condizioni del suo intervento da 300 milioni di euro, ancora non l’ha formalizzata, o quantomeno trasmessa ai commissari. Così la notizia di giornata sul fronte Carife l’ha fornita l’avvocato Massimo Bigerna, liquidatore del fondo Calatrava, il minore dei due operativi sui maxi investimenti mobiliari milanesi che sono alla radice dei guai della banca e ora può dare una mano per uscirne. A oltre due anni dalla decisione del tribunale di Milano di liquidare il fondo gestito da Vegagest e partecipato, appunto, da Carife, Bigerna ha infatti comunicato l’esito della procedura di vendita del patrimonio immobiliare. Per l’area pregiata edificabile in pieno centro a Milano, di 3.419 metri quadrati, e il piccolo immobile annesso, l’offerta migliore è stata di 19.701.000 euro, inferiore non di molto dalla stima di 25 milioni. Ora c’è la seconda parte della procedura per eventuali offerte migliorative, poi bisogna vedere che strade prenderanno questi soldi. Va ricordato che le pesantissime svalutazioni delle proprietà immobiliari Calatrava, assieme a quelle dell’area Santa Monica, aveva aperto il buco maggiore nei conti della banca.

In attesa delle decisioni del Fondo interbancario, che nei mesi scorsi ha visionato per bene i conti Carife attraverso la società di consulenza internazionale Oliver Wyman, Mairelli sta cercando di tirare le fila delle forze economiche ferraresi. È indispensabile sostenere la banca in questo passaggio, e anche nei prossimi mesi, è il messaggio lanciato nell’incontro di ieri con i rappresentanti delle associazioni economiche firmatarie del documento post-Fitd (Confesercenti, Legacoop, Confcoop, Ascom, Unindustria, Cna, Confartigianato e Confagricoltura), alla presenza di Paolo Govoni (Camera di commercio). La risposta è stata positiva, la sollecitazione alle aziende per continuare a lavorare con la banca è forte. Maiarelli ne parlerà probabilmente già oggi, all’assemblea di Unindustria.

Stefano Ciervo

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