Condannata la nonna invadente e molesta
Bondeno, voleva insegnare alla figlia come doveva educare i suoi bambini Il rapporto tra le due donne è degenerato fino alle denunce e al processo
BONDENO. Sei mesi di reclusione, pena sospesa, per la nonna che voleva insegnare alla figlia come si educano i figli, con la pretesa che il tribunale condannasse la donna e il genero a farglieli vedere e frequentare. È la sentenza pronunciata ieri pomeriggio a Modena dal giudice Domenico Truppa - pm Claudia Natalini - nei confronti di una 60enne di Bondeno, a processo per violenza privata, molestia e ingiurie nei confronti del genero di 40 anni e della figlia di 36. Nonostante una sentenza del Tribunale dei Minori confermata in appello sulla non opportunità e necessità per i nipotini di frequentarla, il 10 ottobre 2012 era andata all’uscita da scuola dei bambini, nel Modenese “cercando di attirarli a sè importunandoli, nonostante la contraria volontà del genero”, dice l’imputazione. Tre giorni dopo si era presentata all'uscita dal lavoro della figlia, bloccandole lo sportello per impedirle di partire con l’auto poi offendendola in presenza della colleghe. La situazione era degenerata dal 2009: la nonna faceva regali costosi ai nipotini, determinando perplessità e imbarazzo nei genitori. Figlia e genero avevano dapprima chiesto di interrompere quei modi, ma quando la nonna si era anche intromessa sulle modalità educative dei piccoli, la situazione è precipitata. La 60enne bondenese però ha tentato di ottenere dal Tribunale dei Minori di Bologna una sentenza che imponesse a figlia e genero di riservarle come nonna qualche spazio, ad orari e giorni prestabiliti. I giudici hanno respinto l’istanza, così come la Corte d’appello e ancora, il Tribunale dei Minori. Nel frattempo la nonna continuava la sua azione, fino a guadagnarsi la denuncia di genero e figlia. La donna ieri è stata assolta dall’accusa di aver molestato il genero (assistito come parte civile dall'avvocato Alessandro Armaroli), ma condannata per i reati nei confronti della figlia, rappresentata dall’avvocato Andrea Benericetti di Bologna. Dovrà pagare le spese legali e dare un primo risarcimento di 2500 euro alla figlia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google