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Denunciato lo sparatore di via Brondi

Denunciato lo sparatore di via Brondi

Dopo il sequestro della carabina, i carabinieri contestano il reato di getto pericoloso e si valuta il procurato allarme

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FERRARA. Lo sparatore di via Brondi ha un nome e anche una denuncia in tasca, quella che hanno contestato i carabinieri dopo le indagini lampo, per il reato (tecnico) di getto pericoloso di cose: si tratta di B.S., 31enne, ferrarese che è stato scoperto nella serata del 20 maggio scorso in balcone, e notato mentre maneggiava una carabina a piombini calibro 4,5.

I carabinieri erano intervenuti subito nella casa del ragazzo, dopo la segnalazione di un abitante che lo aveva visto maneggiare l’arma, e qui hanno trovato e sequestrato arma e pallini di piombo, dunque, arma potenzialmente limitata, come si dice in gergo tecnico, e pericolosa. Ed è per questo che comunque, al momento, è stata decisa la contestazione di un reato quello di «getto pericoloso di cose», ipotesi che ora sarà proposta alla procura che valuterà la posizione dello sparatore. Sì, perchè come spiegano i carabinieri sono in corso ulteriori accertamenti sull’episodio che si è verificato sabato scorso in via Brondi, quando un uomo è stato colpito al braccio da un pallino al piombo sparato da un’arma simile a quella sequestrata, pallino che però non era stato ritrovato dalle forze dell'ordine al momento del sopralluogo: era stata la polizia a svolgere i primi atti e attivare una indagine, nonostante la vittima dello sparatore non avesse presentato denuncia. L’uomo si trovava al terzo piano di casa con la moglie e il figlio e tutti avevano sentito prima un forte colpo sulla ringhiera del balcone e quindi veniva colpito dal pallino che gli causava un livido e un minimo versamento di sangue. Ora il caso è al vaglio della procura vista soprattutto la pericolosità di un utilizzo inappropriato di questa arma, per l'eventuale ipotesi di procurato allarme. Da un primo accertamento svolto dai carabinieri, la carabina è un’arma ad aria compressa, che è risultata esser venduta liberamente, dunque senza aver permessi o licenze. Resta tuttavia il pericolo che è stato innescato, che poteva avere esiti ben peggiori.

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