Integrazione senza spostare i problemi
«Ho saputo che veniva attivata l’accoglienza in quell’appartamento, non avevo notizia vi fossero problemi, se ci sono li affronteremo». L’assessore Chiara Sapigni è cauta, poi si fa caustica quando...
«Ho saputo che veniva attivata l’accoglienza in quell’appartamento, non avevo notizia vi fossero problemi, se ci sono li affronteremo». L’assessore Chiara Sapigni è cauta, poi si fa caustica quando le raccontiamo gli sviluppi della vicenda e la fissazione dell’assemblea straordinaria («noi come Comune non siamo stati invitati»): «L’integrazione? Non si fa a parole con gli amici degli amici, ognuno deve poter e dover fare qualcosa». La perplessità nel condominio è sul numero dei ragazzi ospitati, 14 in un appartamento di quasi 150 metri quadri, secondo quanto indicato («Così grandi, non se ne hanno spesso a disposizione!»). Dall’interno eccepiscono prezzo di affitto e spese condominiali (dai 500 euro al mese, minimi): «I costi sono comprensivi di tutto - spiega - il gestore ha stabilito il contratto e viene rimborsato da Asp in base al numero di ospiti».
In questa, però, come in tante altre situazioni, le prove tecniche di integrazione stentano a decollare: «Si fa fatica, sono situazioni difficili, non ho mai detto che l’integrazione si fa con poco tempo, bisogna promuoverla, non con l’idea di spostare problemi lontano e da altre parti: per avere una vera integrazione occorrono conoscenza e dialogo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
