«Terremoto, più soldi e meno patto di stabilità»
A tre anni dal sisma ieri dibattito in parlamento e in commissione regionale Boldrini (Pd) alla Camera: l’esperienza emiliana diventerà legge nazionale
Le valutazioni sui risultati ottenuti dalla Regione nella ricostruzione a tre anni dal sisma continuano a dividere le forze politiche. Un giudizio molto positivo è stato espresso alla Camera dalla deputata ferrarese Paola Boldrini (Pd). «L’esperienza dell'Emilia-Romagna diventerà una proposta di legge in Commissione Ambiente - ha annunciato - perchè possa trasformarsi in uno strumento utile da utilizzare per tutte le calamità naturali». Del resto, ha aggiunto, «l’Emilia che ha tremato si è subito data da fare per riprendersi più forte di prima».
Giudizi che non hanno convinto il deputato grillino Vittorio Ferraresi. A suo parere la ricostruzione non decolla: «Se ne sono accorte le associazioni, il Comitato professionisti Bassa modenese, che reputano questa burocrazia inaccettabile. anche Rete Imprese Italia dice che le banche non recepiscono tutta la normativa» così come «le bollette elettriche dei Map non sono state condonate da parte della Regione, che non ha deciso di pagarle tramite i fondi già stanziati», ha aggiunto il deputato del M5S.
I senatori, sempre ieri, hanno osservato un minuto di silenzio in ricordo delle 27 vittime del 2012.
Dal Pd è arrivata la richiesta non tanto della no tax area, ma di zone franche urbane limitate ai centri storici più colpiti, finanziati per 50 milioni di euro a sostegno dell'artigianato, del commercio e delle piccole e medie imprese del territorio. Mentre «il fondo per la ricostruzione degli edifici privati di circa sei miliardi appare capiente - è stato detto - sulla ricostruzione delle opere pubbliche mancano ancora circa 800 milioni».
Il tema è stato anche al centro dei lavori della commissione regionale competente. «Abbiamo ancora due fronti su cui siamo impegnati - ha detto l’assessore Palma Costi - Il primo è ottenere le risorse, stimate fra i 700-800 milioni, per la ricostruzione dei beni pubblici». Il secondo - ha proseguito - è ottenere l'allentamento del patto di stabilità, la proroga delle sospensioni fiscali e zone franche urbane.
I consiglieri della Lega Nord, in particolare, hanno criticato la giunta sui numeri: «Gli edifici finiti sono 2.803 su 14.065, siamo molto lontani dal 60% di cui parla la giunta».
La consigliera ferrarese Marcella Zappaterra (Pd) ha sottolineato che negli ultimi tre anni «Regione, Comuni e privati si sono assunti le loro responsabilità nelle scelte della ricostruzione predisponendo e condividendo strumenti inediti per affrontare l’emergenza e la successiva fase di ripristino».
«Ora – ha rimarcato la consigliera – rimane indispensabile che governo e parlamento, in tempi rapidi, diano una risposta positiva sul patto di stabilità dei comuni terremotati, affinché assicurazioni ed erogazioni liberali non siano fatti rientrare nei parametri e sull’istituzione della zone franche urbane. Senza questi due interventi il processo di ricostruzione rischia di essere appesantito e rallentato».
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