Cosa va e cosa no secondo i ferraresi
Dall’indagine Istat bene ambiente, servizi, istruzione Indicatori negativi su lavoro e sicurezza. Salute da rivedere
Bene l’ambiente, l’istruzione, la qualità dei servizi, il patrimonio culturale e le relazioni sociali. Si può fare meglio su salute, ricerca-innovazione, e politica-istituzioni. Decisamente male invece gli indicatori di lavoro, sicurezza e benessere economico. Sono questi gli indicatori della qualità della vita a Ferraranel rapporto Urbes Nei giorni scorsi è stato presentato dall’Istat il secondo rapporto su “Il benessere equo e sostenibile nelle città”. Il rapporto offre una panoramica multidimensionale dello stato e delle tendenze del benessere nelle realtà urbane. A dicembre 2014 nell’ambito della valutazione da parte dei cittadini dei servizi pubblici erogati nel Comune è stato chiesto ai cittadini ferraresi di contribuire a definire le dimensioni più rilevanti per il benessere, in modo che l’individuazione sia realmente condivisa e legittimata, valutando l’importanza delle 12 dimensioni proposte dall’Istat-Cnel.
L’approccio infatti seguito in Italia parte dalla premessa che il concetto di benessere sia strettamente legato a tempi, luoghi e culture e quindi non possa essere definito univocamente, ma solo attraverso la condivisio ne con la società civile nella definizione delle dimensioni del benessere. Attraverso la valutazione dell’importanza delle 12 dimensioni del Benessere tra quelle individuate finora dall'Istat e dal Cnel, in particolare pensando alla città in cui vivono, i cittadini ferraresi intervistati hanno così stilato la loro graduatoria. Partendo dall’aspetto più rilevante, la salute, si osserva come i cittadini residenti nella provincia di Ferrara abbiano visto aumentare la loro speranza di vita alla nascita, in linea con quella media italiana, attestandosi nel 2013 a 79,8 anni per gli uomini e 84,6 anni per le donne.
Il livello di istruzione acquisito dalla popolazione residente nel Comune di Ferrara è nettamente superiore alla media (nazionale e regionale): al censimento 2011 il 70,9% dei residenti tra i 25-64 anni ha almeno un diploma superiore (contro il 57,6% in Italia e il 62% in Emilia Romagna). Gli indicatori del mercato del lavoro si rivelano negativi per la provincia di Ferrara.
Secondo l’indagine, il dato sull’andamento dell’occupazione nel Comune di Ferrara per l’anno 2014 ha risentito inevitabilmente della fase congiunturale, registrando un peggioramento sia per l’incremento della disoccupazione (+2%). La sicurezza, dimensionata al nono posto in campo nazionale, si posiziona al secondo nella graduatoria dei ferraresi. Una città considerata “tranquilla”, percepisce negli ultimi anni una minaccia a questa dimensione del benessere, con una aumento dei reati denucniati
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