Ex senatore Balboni patteggia la pena per diffamazione
L’ex senatore Alberto Balboni ha patteggiato un mese di pena per la diffamazione nei confronti di Patrizia Moretti, per dichiarazioni pronunciate dopo la manifestazione di solidarietà ai 4 agenti...
L’ex senatore Alberto Balboni ha patteggiato un mese di pena per la diffamazione nei confronti di Patrizia Moretti, per dichiarazioni pronunciate dopo la manifestazione di solidarietà ai 4 agenti ferraresi condannati, in piazzetta Savonarola, il 27 marzo del 2013, sotto l'ufficio del Comune di Ferrara dove lavora la Moretti: Balboni, con diversa posizione e dichiarazioni, era chiamato in causa - con il senatore Carlo Giovanardi e il segretario Coisp, Franco Maccari - per aver sostenuto che la Moretti avesse mostrato una foto del figlio morto modificata. L’ex senatore dopo i fatti aveva chiesto scusa alla Moretti poichè si era trattato di un suo errore: per questo motivo, il giudice Marini ha concesso all’ex senatore l’attenuante della riparazione del danno (le scuse). Tuttavia ora ha presentato ricorso in Cassazione perchè si ritiene, dal punto di vista tecnico-giuridico, che si trattasse di diffamazione semplice, e dunque si dovesse applicare una pena non detentiva ma pecuniaria. Balboni interpellato ieri ha spiegato di aver voluto chiudere per evitare polemiche, poichè in realtà fece quelle dichiarazioni fidandosi delle informazioni, sbagliate, che gli erano state fornite.
Mentre per gli altri due coinvolti negli strascichi della stessa vicenda - il dopo manifestazione Coisp - il senatore Carlo Giovanardi dovrà esser «processato» dall’aula del Senato dopo l’autorizzazione a procedere, concessa dalla giunta immunità parlamentari. Per Franco Maccari, invece, la procura, il pm Stefano Longhi ha chiesto l rinvio a giudizio, per il processo fissato nei prossimi mesi in tribunale a Ferrara. Durante la manifestazione del Coisp di due anni fa, Patrizia Moretti scese dall'ufficio e mostrò una gigantografia del figlio Federico alla medicina legale, con il capo attorniato da sangue: un'immagine conosciuta, mostrata più volte nei processi e diventata famosa, tanto da meritare, a figura intera, anche la prima pagina di un quotidiano nazionale. Maccari e Balboni, accusò il pm Longhi, dichiararono che l’immagine era un fotomontaggio, ma era falso e infondato.
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