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Sbordone boccia il quartiere a luci rosse

Sbordone boccia il quartiere a luci rosse

Ieri alla Festa della polizia il questore ha elencato le priorità a partire dalla lotta allo spaccio. «Ma serve più personale»

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Il quartiere a luci rosse in città? «Lo scriva pure: io sono contrario», sillaba il questore Antonio Sbordone davanti al taccuino del cronista. Il perché lo aveva spiegato pochi minuti prima davanti ad una platea qualificata, ospiti le più alte autorità locali in occasione della 163ª Festa della polizia, con parole poco inclini a sposare i toni edulcorati della diplomazia. «A Ferrara - aveva detto Sbordone - si registra un fenomeno di prostituzione su strada che deve essere sicuramente infrenato in considerazione dei reati connessi alla prostituzione. Stiamo operando controlli sistematici e li intensificheremo. Ma la prostituzione va contrastata, a mio parere, non solo per i reati connessi ma perché rappresenta qualcosa di terribilmente aberrante e degradante per la persona».

L’affondo è arrivato subito dopo: «È per questo che penso che coloro che, di tanto in tanto, portano avanti proposte e progetti più o meno articolati e fantasiosi di strade a luci rosse, quartieri a luci rosse e similari non tengono conto evidentemente di questa che mi sembra una verità incontrovertibile». Il tema aveva fatto litigare, lo scorso febbraio, Forza Italia e Fratelli d’Italia, su posizioni contrapposte. Sbordone ha chiarito ieri come la pensa la questura posando una pietra tombale sulla questione. «L’istituzione di un quartiere a luci rosse - ha aggiunto - agevolerebbe la criminalità». Contro la quale Sbordone annuncia un impegno più massiccio a partire dal fronte che ha citato per primo: quello dello spaccio di stupefacenti. «Appannaggio quasi esclusivo di extracomunitari, in particolare di origine nigeriana e magrebina», ha precisato il questore, reato spesso concentrato in due quartieri della città: Gad e Baluardi. Per sbarrare la strada a chi si arricchisce smerciando stupefacenti «stiamo ricorrendo a tutti gli strumenti a nostra disposizione - ha ricordato il capo della polizia - controlli pressanti di persone e veicoli con posti di controllo e posti di blocco, perquisizioni e controlli presso abitazioni ed esercizi commerciali, sospensione dell’attività di negozi e locali di intrattenimento, espulsione di numerosi extracomunitari responsabili di reati. Sono state avviate anche una serie di indagini - ha proseguito Sbordone - che hanno consentito l’arresto di trafficanti provenienti da fuori provincia». Il bilancio: 230 grammi di cocaina sequestrati, 2680 di hascish e 2941 di marijuana. Sbordone ricorda gli arresti contro i responsabili di furti in abitazione (categoria di reati in crescita) e si dice «turbato» per gli sviluppi dell’inchiesta sulle aggressioni in piazza ad opera di una baby gang («una vicenda - ha commentato - che ha avuto su di me l’effetto di una frustata, avvertita anche da genitori ed educatori»). Il capo della questura si è spesso rivolto al personale interno ringraziando uno per uno i dirigenti dei servizi, un’attenzione premiata dalla platea con inusuale calore. La volontà di stabilire un clima di dialogo e apertura con il personale ieri era evidente. Sbordone è arrivato a Ferrara quattro mesi fa, in una città, ha detto, «tranquilla e che aspira a restare tranquilla». All’organico ha dedicato una parte del suo bilancio pubblico riconoscendo «una situazione gravemente deficitaria» e dichiarando ai cronisti che «dal capo della polizia arrivano segnali buoni. Possiamo sperare in un miglioramento della situazione entro un paio d’anni».

Il presidente del Sap, Stefano Paoloni, ha replicato al saluto del Capo nazionale della polizia, Alessandro Pansa: «Ha negato che il massiccio arrivo di migranti porta con sè rischi per la salute degli operatori delle forze dell’ordine. Ma proprio a Ferrara abbiamo avuto un poliziotto che ha dovuto essere curato per la Tbc e altri due sono risultati positivi». (gi.ca.)

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