Troppi i profughi nell’appartamento
Ma il direttore Asp all’assemblea del condominio di viale Cavour rassicura tutti: «In centro città altre 4 case di accoglienza»
Dicono gli abitanti del palazzo di non vederli mai, «mai visti nè incontrati». Poi basta andare davanti a viale Cavour 51, e li trovi all’ingresso, tre degli 11 ragazzi, tutti afgani, che da 20 giorni vivono nell’appartamento al quinto piano. Parlano poco italiano,molto bene un inglese fluente: «Problemi non ne diamo, non facciamo rumore o altro, piccoli problemi all’inizio con il portiere per l’ascensore, poi nient’altro». Spieghiamo loro dell’assemblea di condominio, delle perplessità degli abitanti sul loro numero e loro spiegano che problemi non ne vogliono: «Vogliamo imparare bene l’italiano e farci la nostra vita».
Anche gli altri abitanti del palazzo vogliono lo stesso. E all’assemblea straordinaria di giovedì sera, presente il direttore Asp Maurizio Pesci, hanno chiesto il motivo di una presenza così eccessiva: 11 persone (che possono diventare 14) che abitano in 5 stanze creano anche problemi igienico-sanitari, per loro, e per i carichi sugli impianti idrici e di scarico. «Lo abbiamo detto nel loro interesse per tutelarli: se 12 ferraresi vivessero in quelle stesse stanze, quale sarebbe la risposta?»: la domanda è dell’avvocato Pietro Solinas, che ha lo studio legale al 6° piano. «Noi - prosegue - abbiamo dato massima disponibilità, siamo solidali ma a nostro parere il numero giusto sarebbe quello di 6/7 persone». Solinas, anche a nome di tutti i condomini, va al centro del problema: «La coop che gestisce l’appartamento percepisce una quota di 25 euro al giorno per ogni rifugiato ospitato: dunque non si corra il rischio di voler speculare sul numero di persone ospitate». Ossia, più persone ospiti, più guadagni. «Per questo motivo abbiamo chiesto all’amministratore che faccia una verifica con questura e prefettura su quale situazione debba essere adeguata all’interno».
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Ma quella che si affronta, però, è una emergenza. Non si nasconde Maurizio Pesci, e come ha spiegato all’assemblea, e ieri a la Nuova, per accogliere gli 11 ragazzi afgani nell’appartamento di quasi 150m2 vi è una deroga temporanea per ospitarne un numero così alto.
«Ora - spiega Pesci - dopo l’incontro con i condomini faremo una verifica dell’impatto sugli impianti con nostri tecnici e quelli del palazzo - spiega, ribadendo di aver sollecitato lui stesso l’incontro con gli abitanti del palazzo -. Ogni volta che apriamo un nuovo punto di accoglienza (le case, ndr) incontriamo chi vi abita, gli stessi problemi di oggi li abbiamo già affrontati in altre situazioni, visto che in centro sono altre 4 le case che ospitano rifugiati». E cosa dire a chi ha le stesse perplessità? «Lo ripeto da tempo, che quando li conosci, non li eviti, rifugiati e problemi. Poi vorrei precisare due cose: per ogni rifugiato la quota giornaliera è 25 euro, ma in questa cifra vi sono vitto, alloggio e servizi di una rete creata attorno: scuola, assistenza legale e sanitaria, operatori che vivono con loro. A loro vengono dati 2,5 euro al giorno, 75 al mese. E dei 385 rifugiati accolti in questi anni a Ferrara, non abbiamo avuto nessun problema».
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