Un anno passato ad avviare progetti
Ferrara, prima verifica per il Tagliani 2: bene scuole e piste ciclabili, la sorpresa del venerdì. Petrolchimico e piazza Verdi nel limbo
FERRARA. Lunedì è il primo compleanno del Tagliani 2, il secondo mandato del sindaco vincitore a mani basse nelle elezioni del 25 maggio 2014. Nemmeno lui, che è sempre molto prudente nelle proiezioni e nelle analisi, probabilmente avrebbe mai pensato ad un anno così difficile, senza inversioni di tendenza all’orizzonte e con tutte le ferite aperte già dodici mesi fa (la ripresa inesistente, i tagli governativi e i contrasti sociali acuiti dall’emergenza profughi) che si sono addirittura allargate. Questo è il contesto del quale tener conto nello stilare un bilancio di questo primo anno, comunque in relativo equilibrio tra promesse già rispettate, progetti almeno avviati e propositi rimasti per ora sulla carta. I riferimenti di questa analisi non possono che essere da una parte il programma elettorale ufficiale del sindaco, e dall’altra le hit della sua campagna elettorale, a partire dalla maxi-presentazione alla sala San Francesco.
Le cose fatte. Il programma si chiamava “Continuiamo a cambiare” per dare l’idea di un’azione amministrativa mai interrotta, neanche per un giorno. E in effetti nella colonna #fatto vanno inserite le scuole Mosti e Aquilone, riaperte dopo il sisma, come promesso, in tempo per l’anno scolastico in corso. Nelle prime pagine del programma spunta anche un impegno in apparenza di minor rilievo, l’istituzione della Commissione pari opportunità, che però si carica di significati in quanto palestra del delicato dibattito su diritti e diversità.
Altro tavolo di confronto apparecchiato, come da promesse elettorale, è la Consulta dello sport già presieduta dall’assessore Simone Merli. Proprio in questi giorni, invece, è stato portato in commissione il nuovo regolamento Isee, che dovrebbe rendere più equa la compartecipazione ad alcuni servizi sociali: si può però anticipare anche un voto di segno opposto per il mancato rispetto dell’impegno a favorire in maniera speciale le famiglie numerose.
Iniziate e a metà strada. La categoria più numerosa è ovviamente la quella dei progetti appena avviati oppure già ben instradati. È il caso delle piste ciclabili di via Bologna, Pontelagoscuro, Malborghetto e Cona, che sono a diversi stadi di progettazione ma non sono state dimenticate dalla nuova giunta. C’è poi un impegno più di tipo politico, ribadito in diverse occasioni dal sindaco in campagna elettorale, e cioè «allargare il centro storico», che si è concretizzato in un primo e sorprendente atto.
Tagliani non aveva infatti parlato esplicitamente del trasloco del mercato del venerdì dal Listone, che ha deciso di avviare qualche settimana fa con un orientamento di giunta: gli ambulanti, come si sospettava, non l’hanno presa bene e si prospetta una battaglia legale. Restando in tema di spazi pubblici, è stato avviato il recupero del Mercato coperto: il 24 giugno scade infatti il bando per insediarvi attività creative. Primo passo, con la presentazione del progetto alla Regione, del recupero della Torre dell’orologio per ospitare lì la nuova sede dell’Ente Palio. Di recente la giunta comunale ha poi erogato 6.000 euro all’associazione Agire sociale per realizzare in città un Emporio sociale sulla scorta di quanto aveva detto Tagliani: un punto di riferimento per gli acquisti delle persone e delle famiglie in difficoltà. Avviato invece l’iter per il trasloco a Comacchio di opere del Museo di Spina, frutto degli accordi tra i due sindaci.
Altri quattro anni... Si può limitare la lista delle cose ancora da fare, che ovviamente è molto lunga, a quelle per le quali era lecito attendersi un segnale, magari perché se ne parla da ben prima della campagna elettorale. È il caso del Terzo accordo di programma del petrolchimico, quello della chimica verde e del polo della plastica, un impegno strategico sul quale non si colgono passi decisivi. Oppure l’impegno per rendere accessibile a tutti il centro storico («abbiamo 20mila disabili con 274 ciechi» ha voluto mettere nel programma il sindaco). La riqualificazione di via Carlo Mayr e di piazza Verdi non ha ottenuto un posticino nell’Open May, per non parlare dell’inserimento del Parco urbano tra le stazioni del Parco del Delta. Non è stato avviato un percorso partecipato sul tema acqua bene comune, anzi si discute di vendere azioni Hera. Il parcheggio scambiatore ipotizzato all’ex Sant’Anna è rimasto infine sulla carta, anzi San Rocco è diventato terreno di polemica, e si attende ancora l’annuncio del Data center con servizi cloud all’ex Mof.
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Stefano Ciervo
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