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«Dall’erba alta escono topi e bisce»

«Dall’erba alta escono topi e bisce»

Protestano i residenti della zona di Villa Fulvia: chi ha costruito non cura l’area e le aiuole, non pulisce e non disinfesta

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«Quando abbiamo comprato casa ci hanno detto che qui sarebbe sorto anche un parco per i bimbi e a due passi avremmo avuto una fermata della metropolitana di superficie per raggiungere Ferrara e l’ospedale di Cona», racconta una residente del popoloso quartiere residenziale di Villa Fulvia. Il primo è ancora una distesa di vegetazione incolta, la seconda quasi un miraggio. Nessuno, inoltre, aveva spiegato agli acquirenti che attorno a quelle case di Porta Ferrara (che si allungano fino in via Tambroni e via San Bartolo) sarebbero rimasti alcuni lotti non edificati con cantieri inattivi per anni, l'erba alta e un via vai di «topi e bisce che scorrazzano tranquillamente attorno alle nostre abitazioni, dove abitano famiglie con bambini», protestano i residenti. La delusione, dopo anni, traspare evidente dalle parole di chi era convinto di aver investito i propri risparmi in una zona comoda e accogliente, a poca strada dalla città, mentre le cose si sono poi evolute in un modo che ha lasciato un po’ di amaro in bocca a tanti. Le case sono state vendute tutte o quasi, ma all’angolo tra via De Andrè e via Righini si innalza ancora una palazzina in costruzione. «I lavori sono fermi da molto tempo - sottolineano i residenti - e l’erba all’interno di quell'appezzamento non la taglia nessuno nonostante le ripetute richieste e sollecitazioni. Qua attorno le disinfestazioni ce le siamo pagate noi per anni ma non possiamo farle dove le aree sono recintate perché sono proprietà privata. Di fatto quindi la disinfestazione diventa inutile anche attorno alle nostre case». Per cogliere la situazione con un solo colpo d'occhio è sufficiente volgere lo sguardo verso nord da una delle finestre che si affacciano su Porta Ferrara dai piani alti delle palazzine spuntate nell’arco di una decina d'anni attorno alla nuova sede del supermercato. A sud dell'area commerciale si nota un grande spiazzo di verde incolto circondato da reti metalliche. All'interno spiccano depositi di materiale vario («una parte è stata rimossa proprio pochi giorni fa - racconta un residente - dopo diverse segnalazioni») e montagnole su cui sono cresciuti piante e verde non curati da tempo. Attorno all’edificio mai finito, sull'altro lato di via De Andrè, è comparso un campo di erba folta, alta almeno un metro, perimetrata da transenne metalliche. «Proprio da lì sono usciti i topi che hanno messo in apprensione gli abitanti delle case confinanti», precisa un altro residente. E poi le bisce e le zanzare tigre contro le quali «non possiamo fare molto, visto che la Coop Costruzioni di Bologna, che ha realizzato l'investimento immobiliare, o chi gestisce le aree ancora invendute per conto suo, fa orecchie di mercante: non puliscono, non disinfestano e non tagliano l'erba, anzi - proseguono i cittadini - l'hanno tagliata una volta e ci hanno detto anche che ci facevano un piacere. Le nostre telefonate restano confinate nel limbo. Il Comune, per quanto di sua competenza risponde, il problema sono tutte le aree ancora in carico al costruttore, comprese le aiuole a lato strada e la rotatoria su via Comacchio, dove l'erba viene lasciata crescere in un punto che fra l'altro è stato più volte teatro di incidenti. Ci chiediamo cosa impedisca il loro trasferimento oggi al Comune». (gi.ca.)

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