«Per Medicina ho la squadra giusta»
Il candidato Francesco Bernardi sul futuro della Scuola: resterà a Ferrara e sarà potenziata valorizzando il meglio
Un nuovo modo di intendere la sanità, ma non solo. Una università compartecipata, innovativa, al passo con i tempi, condivisa, ben radicata sul territorio e che valorizzi le sue eccellenze, dove didattica, ricerca e assistenza andranno di pari passo. È questo, in sintesi, il pensiero di Francesco Bernardi, professore ordinario di biochimica e coordinatore del dottorato di ricerca in scienze biomediche e biotecnologia, prorettore vicario e uno dei tre candidati a rettore per il dopo-Nappi (gli altri sono il professore di Anatomia umana Giorgio Zauli e l’ex preside di Ingegneria Piero Olivo).
Ad accompagnarlo in redazione anche tre rappresentanti della sua squadra: i professori Dario Di Luca, ordinario di microbiologia e microbiologia clinica, direttore del dipartimento di scienze mediche di Unife, Alberto Papi, ordinario di pneumologia, vice presidente della scuola di medicina di Unife e Roberto Manfredini, ordinario di medicina interna, coordinatore del corso di laurea di infermieristica e membro della Scuola di medicina.
Professor Bernardi è vero che «solo un candidato medico può salvare la scuola di medicina o ex facoltà di medicina a Ferrara»?
«La Scuola di medicina e la ricchezza della sua offerta verrà sostenuta produttivamente dal candidato che lavora in sintonia con la scuola stessa, che fa propri la sua programmazione e progettualità e le realizza in modo condiviso con scuola e suoi dipartimenti. A dimostrazione di questo mi sono candidato solo dopo avere costruito una squadra con competenze indispensabili e complementari a questo progetto. Roberto Manfredini, infatti, è un clinico vero, con competenze forti e che conosce bene anche l'articolazione della sanità del nostro territorio. Alberto Papi è una figura internazionale che ha il ruolo importante di curare con una delega quella che è la ricerca clinica, a dimostrare l'importanza che diamo alla stessa per la valorizzazione degli ottimi ricercatori e per il reperimento di risorse, mentre Dario Di Luca, che ha competenze biomediche, lavora costantemente per la realizzazione di obiettivi connessi alla perfetta integrazione tra componente biomedica e clinico assistenziale».
Medicina andrà via da Ferrara?
«No. Rimaniamo e cresciamo. Se qualcuno vuole essere rassicurato lo facciamo con forza, e con un atteggiamento tenace, costruttivo, di confronto e condivisione, che fa proprio e valorizza tutto il buono della ex facoltà di medicina e chirurgia».
Il suo programma Unife è una “compartecipazione”....
«Questa parte della squadra non è certamente la sola. Si estende a molti altri componenti, che provengono da vari dipartimenti con una dimostrata e fattiva testimonianza nella conduzione del bene comune nel nostro ateneo. Ad esempio, ho personalmente diretto un dipartimento per sei anni e sono prorettore vicario da quattro, curando gli interessi di tutti ed avendo ben chiaro il ruolo fondamentale che la scuola o ex facoltà di medicina ha nel nostro ateneo e nella nostra città. Da una parte un metodo condiviso e dall'altra una difesa strenua e concreta di quelle che sono le peculiarità di questo luogo, attività e competenze che sono al servizio di tutti. Un progetto unitario al servizio dei cittadini».
Quale è la mission della sua squadra rispetto a tutta la struttura universitaria?
«Ci sono 12 dipartimenti e il rapporto fra loro per me è il punto importante per la realizzazione concreta e tempestiva di un programma. Numerose sono le competenze degli altri dipartimenti, ben pronte ad essere integrate e a potenziare l'attività della Scuola. Una visione unitaria di un corpo accademico che lavora in maniera condivisa. Questa strategia permetterà di crescere in modo sinergico con le varie realtà clinico-assistenziali, non dimenticando che stiamo già investendo 14 milioni di euro per realizzare un magnifico edificio, già progettato e finanziato, per la Scuola di medicina su Cona».
Potenzierete, quindi, la Scuola di medicina?
«Ci stiamo confrontando in questi giorni con le nuove direzioni, ospedaliera e Asl, per integrare e sviluppare la Scuola in sintonia con i mandati dei direttori generali proprio perché abbiamo un solido punto di partenza ed una forte progettualità. Un asse forte fra il rettore futuro e facoltà che include i tre dipartimenti».
Didattica, ricerca e assistenza andranno di pari passo?
«Devono essere considerate e programmate insieme, per rappresentare un valore aggiunto per lo studente, il cittadino ed il territorio ferrarese, perché le competenze di alto livello che abbiamo possano essere messe a frutto ed implementate non solo a Cona ma anche in tutte le articolazioni sanitarie territoriali. Parte essenziale del programma è proprio quella che porterà risorse di personale, docenti e ricercatori impiegando le risorse generate dal massiccio pensionamento per ragioni anagrafiche. Saremo capaci di trasformare l'uscita dei colleghi che molto e bene hanno contribuito in risorse fresche per il futuro della Scuola e dei suoi dipartimenti».
Federica Achilli
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