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Intervento della Fp-Cgil felsinea

«Centro trasfusionale a Bologna»

«Centro trasfusionale a Bologna»

Scatta la protesta: del trasloco da Ferrara nessuno ci ha informati

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I movimenti in area vasta sanitaria (Bologna, Ferrara, Imola) non producono fibrillazioni solo a Ferrara. Ieri nel mirino è finito il progetto di concentrare a Bologna il Centro trasfusionale.

È stata la Cgil di Bologna, come ha riportato un dispaccio dell’Ansa, a sollevare la questione. Per il servizio è previsto un aumento di attività, ha protestato il responsabile della Fp-Cgil di Bologna, Marco Baldo, a causa del trasferimento della lavorazione del sangue da Ferrara a Bologna «con le conseguenti ricadute in termini organizzativi, ma nessuno si è premurato di darne doverosa e opportuna informazione» ai sindacati. Su laboratorio analisi e centro trasfusionale gli ultimi tavoli di discussione, ha aggiunto Baldo, risalgono «a un anno fa».

L’operazione è inserita in un piano di riorganizzazione dell’attività sanitaria in area vasta che coinvolge anche Ferrara dove - come ha annunciato il nuovo direttore generale del Sant’Anna, Tiziano Carradori - è previsto che resti il Centro di screening per il carcinoma al collo dell’utero, di cui un anno fa era stato ipotizzato il trasferimento al S. Orsola di Bologna. In ballo ci sono anche il magazzino comune e altri servizi (la centrale operativa 118 si è trasferita a Bologna assieme a quella di Modena). Nelle due aziende sanitarie bolognesi, Asl e S.Orsola, starebbero per nominare un super-direttore chiamato a governare il personale dell'azienda sanitaria e del policlinico.

«Passo propedeutico - secondo la Cgil - alla successiva (imminente?) unificazione del personale amministrativo delle due aziende», progetto «ormai definibile come l'araba fenice», iniziato sotto le direzioni generali precedenti «con gruppi di lavoro di cui si sono perse le tracce» e che «ad oggi non è stato presentato alle organizzazioni sindacali». Questo, come riporta ancora l’Ansa, l’aspro commento sulla vicenda del sindacato bolognese, preoccupato dal fatto che le aziende sanitarie delle Due Torri procedano con riorganizzazioni dei servizi su base metropolitana o di area vasta «con atti formali senza alcun coinvolgimento nè informazione nei confronti dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali che li rappresentano». Il progetto di un integrazioni fra servizi amministrativi figura anche tra i primi punti del mandato dei due direttori generali di Asl e Sant’Anna, Paola Bardasi e Tiziano Carradori.

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