La Nuova Ferrara

Ferrara

Le minoranze fanno notte in Consiglio

di Marcello Pradarelli
Le minoranze fanno notte in Consiglio

Alle 20, quando la seduta è terminata, hanno occupato l’aula per protesta contro la manovra fiscale. Oggi il voto finale

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In & out. Out & in se preferite. Le opposizioni sono uscite alle 20 di ieri dall’aula del consiglio comunale al momento del voto sull’aumento dell’Imu-seconde case e sono rientrate a distanza di un minuto dopo l’approvazione della delibera. I consiglieri di minoranza rientravano da una porta, i consiglieri di maggioranza uscivano perchè la seduta era finita.

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Poi, capita l’antifona, anche la maggioranza ha rifatto capolino nell’aula del consiglio. Era successo che le opposizioni aveva deciso nientemeno che l’occupazione del consiglio comunale contro la manovra da 8 milioni. A scanso di equivoci Paolo Spath (Fdi) ha portato al seguito un cartello con la scritta - piuttosto esile, quasi eterea - “consiglio comunale occupato”. Per rafforzare il concetto Matteo Fornasini (Fi) si è dotato di un cuscino sul quale appoggiare nottetempo la testa appesantita dal sonno, mentre Alessandro Bazzocchi (M5S) ha sfoderato un classico plaid da picnic (più tardi sono arrivate anche le pizze) convertibile in coperta: il grillino ha simulando davanti ai fotografi il momento della dormita.

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Fra tanta goliardia Francesco Rendine (Gol) non ha incredibilmente dato spettacolo; ha solo provato a battibeccare con il sindaco Tagliani, che guardava trasognato la scena. Scendendo lo Scalone al fianco di Deanna Marescotti, a Tagliani è uscito questo commento: «Questa è proprio la fine dell’opposizione». Poco dopo anche Giovanni Cavicchi (Lega Nord) ha infilato la porta d’uscita: ha condiviso l’idea dell’occupazione ma la notte è andato a passarsela a casa. Forse stamattina verrà a dare il cambio, visto che l’occupazione durerà fino alle 15.30 di oggi, quando riprenderà il consiglio comunale per le battute finali della manovra.

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Ieri, a parte la scena finale, tutto si è svolto come da copione. Le minoranze hanno sparato sulla manovra – a Rendine è volutamente scappata la bossiana espressione “forse bisogna prendere i fucili” - mentre la maggioranza ha difeso le ragioni che la rendono necessaria, a cominciare da Tagliani: «Se il prezzo da pagare per intervenire sulle scuole, garantire i servizi, far lavorare e pagare le imprese, è vedere un cartello con la scritta sindaco-Pinocchio, sono orgoglioso di questa manovra. È vero, per la prima volta siete tutti uniti, ma sulle proposte no: uno dice di vendere le azioni Hera, un altro è contrario, uno vuole togliere l’Imu di qua e un altro di là».

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Quanto alla sostanza, la risoluzione delle opposizioni che chiedeva alla giunta di ritirare la delibera e ridiscutere tutti insieme appassionatamente la manovra, è stata bocciata da Pd, Sel e Ferrara Concreta. Approvate invece le due delibere presentate dall’assessore Luca Vaccari. Prima quella che riporta l’addizionale Irpef ai valori del 2013 (nel 2014 le aliquote erano state abbassate). E poi alle 20 - prima dello show delle opposizioni unite - quella sull’Imu. Quest’ultima parte della manovra è stata modificata da un emendamento di Pd, Sel, Fc, che è stato approvato con un correttivo richiesto da Vaccari.

Per l’Imu (seconde case e altri fabbricati) la delibera prevedeva inizialmente di passare da 0,9 per mille a 1,02. I capigruppo Vitellio (Pd), Fiorentini (Sel) e Bova (Fc) avevano proposto di riportare l’aliquota Imu allo 0,9 per gli agricoltori pensionati che danno in affitto i loro terreni. Peccato che individuare con precisione i beneficiari di questo “sconto” sia un’impresa tecnicamente molto ardua. Non per questo l’assessore Vaccari, reduce da una serie di confronti con le associazioni di categoria, tra cui anche quelle del mondo agricolo, non si è dichiarato disposto ad accogliere le sollecitazioni provenienti dalle organizzazioni professionali, puntando a una soluzione di compromesso: l’aliquota Imu per tutto il settore agricolo non sarà 1,02, ma 1,0. Invariato il resto dell’emendamento che cancella l’aumento per Alberghi e Pensioni: per questa categoria di fabbricati resta l’aliquota 0.90 attualmente in vigore.

Risolto il nodo-agricoltura, l’emendamento è passato mantenendo per il resto l’impostazioni originaria: una correzione da 460mila euro, ricavati eliminando lo sgravio Imu per le seconde abitazioni concesse in comodato d'uso a parenti di primo grado.

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