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Sicurezza, sanità e servizi sociali Bondeno sceglie il suo sindaco

Sicurezza, sanità e servizi sociali Bondeno sceglie il suo sindaco

Nei commenti dei residenti viene più volte evocato l’ospedale «che adesso non esiste più» «Vorremmo più lavoro e un aiuto per il commercio». E c’è anche chi non si sente protetto

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BONDENO. Sanità, lavoro, viabilità, servizi sociali. Non manca di tornare alla ribalta, come ogni tornata elettorale, anche il tema della sicurezza. Si sommano le questioni più disparate, insomma, ma trovano anche punti di contatto, nelle impressioni espresse dei cittadini a pochi giorni dal voto.

Roberto Volta, per anni residente in città, oggi viene a trovare il padre, e, alla domanda sulla priorità che dovrebbe avere il nuovo sindaco non ha dubbi: «La ricostruzione, che va terminata - dice - e il rilancio economico del territorio, anche se lo vedo difficile; perché il contesto è quello che è».

Maggiorina Vincenzi si concentra sulle strade, «in particolare il proseguimento di Viale Matteotti, dalla vecchia alla nuova stazione, da sistemare, anche per via della ciclabile che si conclude a metà. La via è frequentata da molti studenti e, quando piove, crea disagi».

Angelo Santini, assieme alla moglie Novella Brusaferro, gestisce un bar in Piazza Garibaldi e vorrebbe «più lavoro e un aiuto per il commercio», ma Novella parla anche di sanità, chiedendo «qualche servizio in più per Bondeno». Tema sentito anche da Vanna Zoboli: «Sono costretta, come tanti, a rivolgermi ai servizi dell'ospedale di Cento e mi chiedo quanti disagi risparmierebbe ai cittadini averne qualcuno in più a Bondeno».

Flavio Ferioli ricorda che «avevamo un signor ospedale, ed ora non esiste più». Sulla stessa linea d'onda anche i pareri di Claudio Bonora e Remo Rambaldi, il quale ricorda come, dalla fine degli anni '80, «l'ospedale che avevamo ci è stato "sottratto" e non mancava niente: i parcheggi, addirittura uno spazio per l'eli-soccorso. Persino le camere avevano due bagni, mentre, da una mia esperienza al Maggiore a Bologna, che credevo un gioiello, posso dire che si condivide un bagno con decine di persone».

Cosetta Astori chiede «più lavoro per i giovani»; un desiderio condiviso anche dal cittadino romeno Claudio Kali.

Cesare Blò, commerciante del centro storico, spiega che mancando il lavoro «s’innesca una spirale, perché le persone sono costrette a fare i pendolari e, tornando tardi alla sera, non si fermano a fare acquisti a Bondeno. Ed anche il commercio ne risente».

Mirco Roncatti condivide la visione d'insieme di altri cittadini, ma spiega «che il territorio è prevalentemente agricolo e occorrerebbe più sviluppo».

Oriele Salani, oltre al citato tema dell'ospedale, «che è un tema importante, per il quale bisognerebbe fare qualcosa», si preoccupa anche «del famoso ponte, che dovrebbe deviare il traffico di Ponte Rana, abitando nella zona del campo sportivo».

Roberto Pareschi attende una riorganizzazione dei servizi sociali, «per i quali chiedo di non tagliare. Perché quanto è stato fatto non ha danneggiato solo i cittadini stranieri, ma anche molti italiani». Altri non vogliono esporsi, ma non nascondono preoccupazione. Il timore è che anche Bondeno sia costretta ad accogliere i profughi, «finora tenuti a freno da chi ha amministrato». «Vorremmo, però, più vigilanza - aggiunge una persona al bar - perché una volta si vedevano carabinieri e vigili per le strade, mentre adesso non più».

Mirco Peccenini

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