Alla scoperta dei fortini della guerra
Mesola, la storia che racconta se stessa. È questo che intende realizzare il percorso “Bunk-memo”
MESOLA. La storia che racconta se stessa. È questo che intende realizzare il percorso “Bunk-memo” inaugurato recentemente dall’amministrazione comunale di Mesola ed incentrato sui fortini, risalenti al secondo conflitto mondiale, ancora presenti numerosi sul territorio comunale ed in particolare nella pinete della Ribaldesa e del Fondo. In particolar modo, questo progetto ha riqualificato due bunker sui circa 15 esistenti, non tutti visibili perché alcuni interrati, ubicati nella pineta tra Bosco e Mesola. Ed è di questa innovativa e sofisticata riqualificazione che parliamo con l’assessore alla cultura Lara Fabbri. «Premetto che il nostro territorio ha la più alta concentrazione di fortini in Italia - spiega l’assessore - e sono riunite in esso tutte le tipologie costruite durante la seconda guerra mondiale di questo manufatto. Il percorso consiste in una passeggiata “nel tempo” fra cinque di queste costruzioni ed, in modo specifico, all’interno dei due fortini riqualificati e dotati entrambi di un sistema multimediale visivo e sonoro in cui è possibile vedere filmati dell’epoca, oltre a sei pannelli descrittivi disseminati nell’itinerario. Nel dettaglio, uno dei due presenta l’aspetto bellico di quelle fortificazioni mentre l’altro l’ambito più civile con i filmati della vita della popolazione dentro i fortini. Ricordiamo che molti vissero la dentro dopo la distruzione delle loro case e pagavano un regolare affitto alla Sbtf (Società di Bonifica dei Terreni Ferraresi, ndr)». Chi ha operato nella riqualificazione? «I filmati sono quelli realizzati all’epoca dall’Istituto Luce e sono stati restaurati dalla Cineteca di Bologna; i fortini sono stati riqualificati in base ad un progetto dell’architetto Azzurra Carli, che ha cercato di mantenerne l’idea originaria utilizzando anche materiali simili a quelli del periodo e di conservare il rapporto tra il manufatto e la natura circostante, che spesso ha avvolto queste fortificazioni, in una simbiosi tra la costruzione e la vegetazione. Infine le foto sono state scattate dalla fotografa professionista Francesca Occhi che ha realizzato la propria tesi di laurea su questo progetto e da cui è stata tratta una mostra adesso itinerante per l’Italia». Il giorno dell’inaugurazione del percorso destinato a turisti, scolaresche e visitatori c’erano il sindaco Gianni Padovani, gli assessori Lara Fabbri ed Elisa Bellini, la delegazione francese di Nerac gemellata con Mesola, i rappresentanti dei Corpi d’Arma, il Gruppo volontari Bosco e quello Mappe di Comunità, che a breve firmerà la convenzione col Comune e gestirà il percorso didattico e turistico relativo a “Bunk-memo”, cofinanziato da Comune e Comunità Europea. «Questo progetto - chiude Fabbri - si innesta in uno più ampio che riguarda l’intera Linea Gotica che attraversava l’Italia Settentrionale e che vedrà ulteriori sviluppi». Per visitare “Bunk-memo” ci si può rivolgere alla Pro Loco di Mesola, alla Biblioteca Comunale o al Gruppo Mappe di Comunità.
Lorenzo Gatti
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