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L’anniversario

Amnesty International in città da 35 anni

Amnesty International in città da 35 anni

Quarant’anni fa Amnesty International cominciava in Italia la sua attività in difesa dei diritti umani, ovunque essi fossero minacciati nel mondo e con una particolare attenzione alla difesa dei...

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Quarant’anni fa Amnesty International cominciava in Italia la sua attività in difesa dei diritti umani, ovunque essi fossero minacciati nel mondo e con una particolare attenzione alla difesa dei prigionieri per motivi di opinione.

Cinque anni più tardi si affacciava sulla scena anche la sezione ferrarese, che taglia quindi il traguardo dei 35 anni di attività.

Per ricordare entrambe le ricorrenze, sabato 6 giugno dalle ore 17 si terrà un convegno al Ridotto del Teatro Comunale, durante cui verrà presentato il Rapporto 2014/15 di Amnesty.

A seguire si svolgerà una manifestazione tra corso Martiri e la Cattedrale, al cui termine sarà composta a terra l’immagine della candela con il filo spinato, simbolo dell’organizzazione.

«Per difendere i diritti, che sono tutti legati tra loro, c’è bisogno di strumenti come Amnesty: in questi 40 anni i risultati sono stati proficui», dice Amedeo Flachi, uno dei dieci soci fondatori nella nostra città che nel 1980 iniziarono a mobilitarsi, con il motto «gente comune a favore di gente comune», in favore di persone di tutto il mondo, dimenticate dai media, in difficoltà per aver espresso le proprie idee, per la loro identità, le origini etniche, la confessione religiosa o il sesso. Oggi sono una dozzina i soci attivi a Ferrara, a cui ne vanno aggiunti altrettanti appartenenti al gruppo giovanile, nato a novembre.

«Amnesty in questi anni è cambiata tanto – spiega la portavoce Alice Franchini -, nei nostri programmi c’è anche la collaborazione con le altre associazioni».

L’iniziativa del 6 giugno gode dell’appoggio del Comune: «L’impegno di gente comune – sostiene l’assessore Annalisa Felletti -, che riesce a creare una rete attiva, può portare a risultati davvero straordinari e a fare la differenza».

Al convegno parteciperanno sia il presidente della sezione italiana di Amnesty International, Antonio Marchesi, sia il portavoce Riccardo Noury.

Fabio Terminali

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