Il vescovo Negri tuona su nozze gay e gender
Il prelato ai Lions: "Solo menzogne. I bambini non si comprano, non si fanno con internet. E sui matrimoni gay in Irlanda: "In quel paese serve un’evangelizzazione"
FERRARA. L'arcivescovo Luigi Negri ad una serata Lions Club Ferrara Estense assieme a questore Antonio Sbordone, generale Roberto Nordio e al colonnello carabinieri Carlo Pieroni, ha affrontato un tema di estrema attualità come quello del “Gender e pensiero unico dominante”.
«Dopo un lungo silenzio soprattutto dei cattolici - ha esordito l'arcivescovo - ora qualche cosa si sta muovendo. La teoria del Gender non ha però prova scientifica e quindi ci troviamo di fronte ad una menzogna, ma sbandierata dai media, ha fatto colpo sull'opinione pubblica che la condivide».
Monsignor Negri ha poi proseguito definendo questo momento come un vero sconvolgimento antropologico rispetto alle leggi naturali che la ragione ha seguito fino ad ora. I bambini non si comprano, non si fanno con internet e quando questo accade e si chiede all'arcivescovo di battezzarli come mi è stato proposto per un caso di due gemelli di Malborghetto.
Non è mancata la richiesta di un parere dell'arcivescovo da parte del presidente Lions Paolo Bassi, sulla vittoria dei "Sì" nel recentissimo referendum sui matrimoni gay in una nazione cattolicissima come l'Irlanda. Un episodio che ha animato anche all’interno della chiesa un dibattito su possibile aperture.
La risposta è stata semplice ma molto tagliente.
«In quel paese - ha detto l’arcivescovo di Ferrara - il cattolicesimo era ancora vivo o sopravviveva faticosamente? Le parole dell'arcivescovo di Dublino che per lungo tempo ha coperte situazioni imbarazzanti, sono state chiare a questo proposito e dimostrano da sole il livello della religione in Irlanda. La tradizione cristiana deve tornare ad essere presente ed è necessario perciò una nuova evangelizzazione da loro, come da noi».
Margherita Goberti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
