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Piazza Ariostea, divampa la polemica degli abitanti: caos e sporcizia

Piazza Ariostea, divampa la polemica degli abitanti: caos e sporcizia

C’è anche chi se la prende con il trambusto degli eventi. I residenti: per noi pochi parcheggi e molto rumore, non ne possiamo più. Situazione peggiorata, troppi ragazzi che vomitano e fanno pipì

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FERRARA. Povera piazza Ariostea. C'è chi si arrabbia per il degrado e perché non può dormire di notte, ma c'è anche chi è contento delle iniziative che l'hanno resa un polo di aggregazione importante per la città. Nel partito dei no, c'è chi non vorrebbe fosse trasformata in un centro di incremento ippico.

«Abbiamo già un ippodromo a disposizione, non vedo perché ritoccare piazza Ariostea con conseguente innalzamento della spesa pubblica – dice Alberto Squarcia, residente -, poi, stanno utilizzando mezzi pesanti che distruggono l'asfalto storico, ma il concetto è sempre quello: i soldi fanno soldi e i pidocchi fanno i pidocchi. Sicuramente ci sono degli interessi di mezzo. Il calpestio del pubblico fa il resto, l'erba viene danneggiata e un evento dopo l'altro poi non resta più nulla. Peccato, perché sarebbe il paradiso degli studenti universitari, un luogo in cui far giocare i bambini e di raccolta per i ragazzi.

Abbiamo in città un ippodromo stupendo, non vedo perché ne serva un altro; la soluzione sarebbe accorciare la pista della struttura di via Bologna e far correre lì i cavalli. Siamo l'unica città con un ippodromo praticamente in centro, andrebbe sfruttato di più e meglio. Tanto, parcheggi non ce ne sono là e tantomeno qui, sarebbe più logico far tutto in un luogo pensato per le corse dei cavalli».

Deiezioni canine, ieri mattina, non se ne vedevano, forse si è trattato di un caso.

«Sono tutte chiacchiere, non ci sono escrementi in piazza Ariostea – prosegue Squarcia -, la gente del luogo è civilissima. Faccio anche notare come qui vige il divieto, ingiustificato, dell'ingresso ai cani (il signore con cui parliamo ne possiede uno e il suo tono è polemico, ndr.); l'intelligenza sta nelle persone, non nei cartelli. Io come molti altri raccogliamo le deiezioni. Ma la vera vergogna è questo porta sacchetti, per giunta a pagamento, abbandonato da anni: andrebbe rimosso, visto che è in completo stato di abbandono; potevano almeno metterlo gratuito. Fanno più danni e degradano le bottiglie lasciate per terra, scatole e sporcizia varia, senza parlare delle centinaia di cicche lasciate per terra».

Violentato anche l’ecosistema. «Guardate lì che roba: chiodi grossi così conficcati nei tronchi degli alberi e apparecchiature elettroniche lasciate a penzoloni. Poco rispetto per l’ambiente».

Si arriva a parlare dei tanti eventi che popolano piazza Ariostea.

«Personalmente non ne posso più – dice una signora -, tra pattinaggio, polenta più grande del mondo e palio, tra primavera ed estate qui non si vive. Il parcheggio diventa una chimera e ai residente non viene nemmeno fornito un pass. Si può nemmeno parcheggiare in via Vigne che è strada sterrata. Sono rassegnata, ma non posso cambiar casa».

Agli esercenti la vitalità del luogo piace.

«La gente non vorrebbe nulla – spiega Filippo Scacchetti del bar Ariosto -, il circuito così migliorato impedirà che muoiano cavalli inutilmente. Ben vengano le iniziative, è uno degli anelli più belli d'Italia: va valorizzato. Fosse per i residenti, non avremmo più nulla in piazza Ariostea».

Non è del tutto d'accordo il collega della gelateria poco distante.

«Poche iniziative e quelle che ci sono non fanno lavorare noi esercenti, perché dopo arrivano gli ambulanti a vendere la loro merce – dice Michele Merli della Gelateria Ariosto -, ci hanno persino tolto il mercatino di settembre. Adesso, poi, per via del palio e dell'allestimento della piazza, non vengono nemmeno i ragazzi di sera. Senza contare che manca l'illuminazione».

Altre considerazioni, per concludere, vengono fatte da alcuni residenti anonimi: «Non c'è degrado, il palio è storico ed è giusto così, basta portar pazienza per tre giorni. Gli alberi, però, andrebbero potati più spesso, quei tronchi potrebbero volare in testa a qualcuno alla prima folata di vento».

La piazza è peggiorata negli ultimi anni, i ragazzi vomitano e fanno pipì dappertutto». «Meno male che è piovuto, altrimenti sai che polverone».

Corrado Magnoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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