La Nuova Ferrara

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Un rogo devasta la Melorec

di Marcello Pulidori
Un rogo devasta la Melorec

Pomeriggio di paura in via per Zerbinate. Bruciano plastica e legno, ingenti i danni

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BONDENO. Paura, tanta paura, ieri pomeriggio a partire dalle 16, in Via per Zerbinate dove all’altezza del civico 25 un rogo (di cui ancora non si conosce l’origine) ha devastato gran parte di un grande capannone della ditta Melorec, una società di proprietà di Alberto Meloni, 52 anni, imprenditore, che lavora la plastica. I danni sono molto ingenti ma fino alla tarda serata di ieri è stato impossibile effettuare una stima seppure approssimativa delle perdite. Si tratta comunque di un danno economico ingente, sicuramente nell’ordine di diverse decine di migliaia di euro, e costituito in particolare da plastica e legno andati in cenere. L’intervento repentino dei vigili del fuoco ha consentito di avere ragione delle fiamme, che si sono inizialmente sprigionate sulla parte anteriore dello stabilimento e che i vigili del fuoco sono riusciti subito a circoscrivere.

Non si sono registrati feriti.

Il timore era quello che il rogo potesse intaccare alcune abitazioni che si trovano a poche decine di metri, sul retro della fabbrica: pericolo scongiurato grazie alla grande tempestività dei pompieri.

Alle 18,15 le operazioni di spegnimento sono terminate. I pompieri (auto-botti del comando di Modena, pompieri volontari di Bondeno, mezzi del comando di Ferrara, altre auto-cisterne partite da San Felice sul Panaro e Finale Emilia, entrambe nel Modenese) sono rimasti sul posto fino a notte fonda per (come si dice in gergo) smassare le macerie e cercare l’innesco del rogo: operazioni molto delicate, svolte in collaborazione con i carabinieri di Bondeno arrivati davanti alla fabbrica immediatamente dopo l’allarme, ma soprattutto indagini che dovranno stabilire la causa del rogo.

Al momento nessuna pista viene esclusa, nemmeno quella di un incendio doloso.

Malgrado ciò, l’orario (un pomeriggio di primavera avanzata, dunque con molta luce) porterebbe gli investigatori ad escludere, per ora, questa ipotesi. Sul retro, piuttosto, la fabbrica aveva sistemati molti fili che servivano per il passaggio dell’energia elettrica. Corto circuito? O, ad esempio, peraltro ipotesi non scartata, un mozzicone di sigaretta o qualcosa di simile? Nelle prossime ore se ne saprà di più, compreso se possa essersi trattato anche di un “banale” corto circuito. La Melorec è un’avviata fabbrica che opera nel settore delle materie plastiche. L’attività principale è quella del riciclo della plastica, che qui viene trattata, per poi essere venduta sotto forma di altri prodotti (l’esempio più significativo è quello delle cassette di plastica per l’ortofrutta, la cui componente in plastica, appunto, viene riciclata per crearne di nuove). La Melorec, nata nel 1992, si occupa inoltre del recupero, riparazione e compravendita dei pallet (termine ormai internazionale col quale si indica più semplicemente le pedane che vengono utilizzate come appoggio di vari tipi di materiale, destinati ad essere immagazzinati nelle industrie, ad essere movimentati con attrezzature specifiche e poi trasportati). La Melorec, infine, ritira anche scarti di materiali inerti quali intonaci, pietrisco, mattonelle, sanitari in ceramica e porcellana, travi in cemento armato, imballi in plastica, sacchi cappuccio, polietilene in bobine, imballi in plastica rigida come casse, fusti e taniche. Ieri pomeriggio gli stessi pompieri hanno inoltre segnalato il caso all’Arpa, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente: dalle prime indiscrezioni, tuttavia, parrebbe sotto controllo la situazione relativa ad un possibile inquinamento ambientale. Anche in questo caso, comunque, nei prossimi giorni le notizie, per ora confortanti, dovrebbero trovare conferma definitiva e certa.

Ieri pomeriggio abbiamo anche cercato di parlare col titolare della Melorec, il quale ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Alcuni suoi dipendenti usciti dalla fabbrica hanno dichiarato che il proprietario era «molto scosso». L’incendio ha prodotto una impressionante colonna di fumo nero che si è potuta notare addirittura a diversi chilometri di distanza, come hanno riferito alcuni cittadini residenti a Vigarano Mainarda.

Sul posto si è recata anche Cristina Coletti, sindaco facente funzioni di Bondeno, che ha parlato per alcuni minuti con i pompieri informandosi di quanto era accaduto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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