Cassa, a luglio l’ok al Fondo e ai soci l’opzione-warrant
La pubblicazione del bilancio Carife il 12 luglio e due settimane dopo l’assemblea per l’ok all’ingresso del Fondo Interbancario, che immetterà 300 milioni di euro di capitale fresco nelle casse dell’...
La pubblicazione del bilancio Carife il 12 luglio e due settimane dopo l’assemblea per l’ok all’ingresso del Fondo Interbancario, che immetterà 300 milioni di euro di capitale fresco nelle casse dell’istituto di corso Giovecca con l’obiettivo di preparare il terreno per la vendita della banca e il suo rilancio. Il presidente della Fondazione, Riccardo Maiarelli, ha confermato ieri ai soci riuniti in assemblea le tappe salienti dell’operazione di salvataggio della Cassa di Risparmio di Ferrara, appena entrata nella fase di proroga (per due mesi) dei commissari. E ha annunciato una novità.
Il Fondo infatti offrirà ai soci Carife una soluzione fino a ieri non prevista: la possibilità di sottoscrivere warrant, cioè diritti di acquisto delle azioni dell’istituto (il cui valore non sarà azzerato) ad un prezzo e ad una scadenza (2-3 anni) prestabiliti. Per i soci (Fondazione Carife in primis, che oggi controlla il 55% del capitale della Cassa) si tratta di una proposta innovativa e molto diversa dalle operazioni di aumento di capitale intraprese negli ultimi anni. Chi aderirà , in effetti, dovrà compiere una previsione sul corso delle azioni Carife e decidere se accordare la sua fiducia, di fatto, all’intero progetto di consolidamento e rilancio della banca da parte del Fondo, dall’esito del quale dipenderà probabilmente anche il valore delle azioni.
Questa fase non si esaurirà in un tempo brevissimo e oltre ai soci della banca sarà certamente valutata in tutti i suoi risvolti da quelli della Fondazione. Che ieri hanno approvato il bilancio consuntivo del 2014 con un solo voto contrario, quello dell’imprenditore Roberto Mascellani. «La Fondazione ha ritenuto di applicare, al proprio pacchetto azionario nella banca conferitaria (Carife, ndr), il criterio del valore medio di mercato, tenendo conto del valore medio di scambio rilevato nel mese di settembre, ultimo periodo di negoziazione e di conseguenza ultimo dato medio conoscibile (il conteggio ha comportato una perdita di 17 milioni di euro, ndr)», questa la posizione espressa ieri in un comunicato dalla stessa Fondazione. Rappresentazione «veritiera e corretta» della situazione economica e patrimoniale della Fondazione, secondo il presidente Maiarelli. Ma non secondo l’imprenditore Roberto Mascellani che ieri ha votato no sia al bilancio che all’operazione-warrant.
«Il valore della partecipazione in Carife avrebbe dovuto essere azzerato - ha detto Mascellani - per una questione di opportunità (fra l’altro non sappiamo ancora come sarà chiuso il bilancio). Ritengo inoltre che la Fondazione dovrebbe fondersi o unirsi ad altre Fondazioni come Cento o Bologna». Sulla proposta warrant il parere contrario è dipeso, ha precisato Mascellani, «dalle modalità con cui essa è stata comunicata all’assemblea, cioè a voce e senza documenti scritti. Chiedo più trasparenza, che potrebbe essere garantita da un controllo della Consob».
Ieri l'Organo di Indirizzo ha confermato alla carica di vice presidente Pier Carlo Scaramagli e accolto due i nuovi ingressi: Simone Colombarini, Enzo Zanardi. Ecco invece i nuovi soci: Patrizia Bertusi, Caterina Brancaleoni, Paolo Cavalcoli, Giulio Felloni, Nicola Gherardi, Lauro Lambertini, Fabio Mattei, Paolo Mezzogori, Cataldo Monteleone, Cinzia Pasello, Maurizio Passerini, Michele Pastore, Giorgio Piacentini, Luciano Ricci, Andrea Susmel, Gianluigi Zaina.
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