La Nuova Ferrara

Ferrara

Lo sbaracco delle opposizioni

Stefano Scansani
Alessandro Bazzocchi (M5S)
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Alessandro Bazzocchi (M5S)

Il fondo del direttore della Nuova Ferrara sulla protesta anti-tasse e sulla proposta M5S del balzello sulla preghiera
L'arcivescovo tuona contro gay e gender

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Ballando e cantando sul sagrato per tre ore filate e per alcune domeniche, i neocatecumenali hanno frastornato il passeggio ferrarese. È stato un sacro e prolungato baccano. Amen. Se così non capitasse non si chiamerebbe sagrato. Ma ben altro deve aver suscitato la proposta dei grillini di far pagare 5.000 euro l’ora a chi prega davanti alla cattedrale.

Proposta “buona” nel proposito: far riquadrare il bilancio comunale tariffando chi occupa il suolo pubblico e non tassando i cittadini. Proposta però "allucinata" nella sostanza, e ben mirata contro sua eccellenza l'arcivescovo. Nessuno l'ha detto e nessuno l'ha scritto, ma mi pare che quest'ultima esercitazione in finanza creativa, M5S abbia come bersagli prediletti le finestre del secondo piano del palazzo del fianco sinistro del sagrato. L'inquilino è monsignor Luigi Negri che è il conducator di tante battaglie che dalle controparti vengono via via interpretate come conservatrici, oscurantiste, restaurative, medievali, omofobe, cattoliciste, guelfe. Così che i grillini hanno proposto la preghiera con tariffa oraria per dare un colpo al sindaco e un colpo al vescovo. Se l'obiettivo era quello di destare interesse e clamore, i grillini locali hanno avuto successo: la notizia rimbalza sui social, e di Ferrara trapela un'immagine nazionalpopolare iperbolica: se il sindaco Pd aumenta le tasse, l'opposizione M5S vuole imporre una gabella sui pater noster a cielo aperto.

Questo è lo sbaracco della politica. Anzi, è il momento più ottuso delle strategie politiche indigene. Chiamo in causa tutte le opposizioni, le quali hanno perduto un'occasione formidabile per incastrare la giunta Tagliani, l'assessore al bilancio Vaccari e le loro problematiche economiche (aumenti di Imu e Irpef, deficit di Asp e compagnia).

Ha un bel da canticchiare vittoria Matteo Fornasini di Forza Italia quando evidenzia che la giunta ora vuol dialogare dopo la manovra a tenaglia dell'alleanza FI, Fratelli d'Italia, Lega Nord, Gol e Movimento 5 Stelle. Il combattimento unitario delle minoranze sfiora l'operetta e la sit-com. L'occupazione del municipio per una notte, fra lunedì e martedì, è scivolata nell'autoironia. Riguardatevi le foto: neanche loro ci credevano. Fornasini abbraccia un cuscino come Topo Gigio, Bazzocchi è chiuso in una coperta come la piccola fiammiferaia, Spath mangia panini come fosse al bowling, mentre i colleghi protestatari se ne sono andati a dormire a casa loro o ridono degli altri che a loro volta sorridono. A guastare la protesta era stato anche l'azzurro Anselmi che, valutando l'esigua partecipazione alla manifestazione anti-tasse di venerdì, ha accusato i ferraresi di menefreghismo.

A seguire le due sparate tattiche dei grillini. La prima è stata quella della soluzione-bufala, cioè del documento da sottoporre al voto del consiglio comunale che poi gli stessi grillini hanno svelato essere un volantino, una burla su carta intestata. Contenuto: far pagare a ogni iscritto del Pd il deficit del Comune. La seconda è invece quella rappresentata dalla tariffa sulla preghiera davanti al duomo, proposta dal giovane pentastellato Federico Balboni su ispirazione del suo papà.

Se per davvero la giunta Tagliani non appare più inattaccabile, le opposizioni dovevano fare sul serio, e fino in fondo. Con la sit-com delle destre e centrodestre e gli scherzi grillini il sindaco sarà sempre più infiammabile e il neosegretario Pd Vitellio sempre più marmoreo. Ha ragione uno dei frequentatori ferraresi più accaniti di Twitter, Los Cornetteros, che declina ogni sua battuta in pugliese-spagnolo in purezza: “Cari amicissimis @Ferrara5Stelle, un dì uno me disses non esagerà che perdis de credibilità”.

Stefano Scansani

s.scansani@lanuovaferrara.it

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