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Ferrara, sulla tax religiosa si scollano le minoranze

di Marcello Pradarelli
Ferrara, sulla tax religiosa si scollano le minoranze

Fdi e Lega hanno votato no insieme al centrosinistra. Fi e Gol si sono astenuti. La delusione del cinquestelle Balboni

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L’emendamento n.25 del M5S ha una sua precisa genesi. È stato Federico Balboni - il più giovane consigliere pentastellato, ha 22 anni - a svelarla nella dichiarazione di voto finale sulla manovra: «Dopo questa intensa sessione di lavori avrei voluto terminare raccontandovi una specie di piccolo aneddoto, di quando una volta parlando con mio padre mi era stata fatta una proposta, mi disse “perché non proponi una tassazione aggiuntiva su tutte le manifestazioni aventi carattere religioso? Vedrai, vedrai che ti applaudiranno all’interno del consiglio”. Ma forse lui è rimasto indietro».

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La delusione per l’accoglimento che ha avuto l’emendamento che proponeva di far pagare 5.000 euro all’ora per le manifestazioni religiose in piazza Trento Trieste e sul sagrato del duomo, è stata grande. È una delle ragioni per cui M5S è uscito dall’aula al momento del voto sulla variazione di bilancio. Non ci sono stati nè applausi nè fischi. Nessun dibattito.

Del resto erano già le otto di sera e nessuno aveva voglia di fare notte in consiglio vivisezionando l’emendamento n. 25 col rischio di innescare un botta e risposta infinito e di aprire crepe negli schieramenti. In questo caso a rischiare di più era il muro delle opposizioni che doveva rimanere intatto per non vanificare l’inedita compattazione in chiave anti-tasse.

Il presidente del consiglio comunale Girolamo Calò aveva assegnato 8 minuti a testa per trattare gli emendamenti, ma la faccenda è stata liquidata in pochi istanti. Lo stesso Balboni, incaricato di illustrare gli emendamenti, ha specificato che alcuni «chiaramente contengono provocazioni». Ai più è bastato. Solo Fiorentini (Sel) ha speso due parole sull’argomento: buona l’idea, ma scriteriata la modalità, questo il succo del suo ragionamento. Ma la scintilla non ha incontrato il combustibile adatto. Ed è finita lì. Calò ha messo ai voti uno per uno gli 8 emendamenti e li si è visto che il gradimento per la tassa sulla preghiera era bassissimo. Il collante anti-manovra che teneva insieme le opposizioni si è liquefatto. Va bene sparare a zero sulla manovra e sul sindaco, ma mettere sotto tiro anche il sagrato e il vescovo in nome dell’unità delle minoranze è parso troppo a tanti del centrodestra. Oltrettutto sacramentare contro l’aumento delle tasse e poi correre ai ripari tartassando le manifestazioni religiose deve essere sembrata una patente contraddizione in termini. Al momento del voto sull’emendamento ognuno ha liberamente professato il proprio credo politico. Ai 19 no della maggioranza Pd-Sel-Ferrara Concreta si sono aggiunti i no di Spath (Fdi) e di Cavicchi (Lega). Altri quattro hanno proclamato la neutralità: si sono astenuti Anselmi, Fornasini, Zardi (Forza Italia) e Rendine (Gol). A favore hanno votato solo i due grillini presenti: Mantovani e Balboni. «L’emendamento è respinto» ha comunicato Calò. Oremus.

Dalla Diocesi è pervenuto il seguente giudizio: «Grillini Giacobini». Amen.

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