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Via agli osservatori di quartiere

Operazione sicurezza, una trentina di volontari pronti a iniziare

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BONDENO. Un tentativo di furto è stato sventato, pochi giorni fa, nel Quartiere del Sole. Provvidenziale la segnalazione di un cittadino per una persona su un’auto sospetta, che ha sostato oltre un'ora in via Giordano Bruno, prendendo appunti e osservando i movimenti dei residenti. Dalle prossime settimane, queste operazioni, ora spontanee, saranno messe a sistema dagli osservatori volontari di quartiere. «Abbiamo una trentina di volontari, che si stanno formando e hanno superato i test psicoattitudinali - dice l'assessore Emanuele Cestari -. Non appena la prefettura darà il via libera, il progetto dell'amministrazione, degli osservatori volontari di quartiere, ci renderà la prima realtà regionale ad attivarli». Si tratterà di un primo nucleo di persone, con pettorina, tesserino di riconoscimento e filo diretto con la polizia municipale. Perché la sicurezza si fa con le missioni interforze (che continueranno) ma anche con la prevenzione. «In ogni frazione dove sono stato - dice il presidente del consiglio comunale e candidato a sindaco, Fabio Bergamini - ho trovato interesse per questa iniziativa e nuove potenziali adesioni. Gli osservatori, nel breve periodo, saranno molti di più e aiuteranno la municipale a pattugliare il territorio. Ribadiremo anche, in tutte le sedi, che nessun clandestino arriverà a Bondeno, finché un solo terremotato sarà fuori casa». Questo si unisce al completamento del progetto di videosorveglianza, che si comporrà a regime di 25 telecamere le quali, dalla centrale operativa, consentiranno al comando di polizia municipale di avere una panoramica di tutto l'Alto Ferrarese. «Senza contare che abbiamo fatto in questi anni incontri con la popolazione - dice il Comune - per informare i cittadini su come attivarsi, segnalando episodi sospetti, denunciando i furti. Dispiace che qualcuno, distorcendo un progetto articolato, faccia passare il concetto che ci limitiamo a cofinanziare polizze per gli agricoltori che assicurano i mezzi agricoli, con un fondo da 30mila euro già a bilancio. Questa è una politica reale di contrasto: promettere di finanziare migliaia di impianti privati da 2mila euro l'uno è demagogia». (mi.pe.).

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