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Vivicittà anche in carcere come segno di civiltà

Vivicittà anche in carcere come segno di civiltà

Ieri la corsa nella casa circondariale con la partecipazione anche di 11 detenuti Dall’esterno un buon numero di atleti aderenti a numerose società sportive

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Vivicittà, un esempio di come viene espletato il “diritto alla salute dei nostri detenuti”, come specificato dal direttore della Casa Circondariale di via Arginone, dottor Paolo Malato. Ieri mattina si è svolta la corsa podistica nazionale giunta alla 21esima edizione all’interno dello spazio aperto del perimetro carcerario. Per la cronaca, si sono sfidati undici detenuti e un gruppo di atleti esterni in un percorso di 2,8 chilometri, pari a tre giri della cinta muraria, che il primo arrivato ha compiuto in 8’18’’. Tutti i partecipanti sono stati premiati con una maglietta e i primi tre hanno ricevuto anche un cappellino, premi simbolici che in questo contesto valgono molto.

«In questo modo, si realizzano i principi di rieducazione del carcere ed umanizzazione della pena», ha proseguito il dottor Malato, mentre Paolo Teducci, comandante della polizia penitenziaria, oltre a ringraziare tutti i colleghi che hanno collaborato ed in particolar modo il comandante Annalisa Gadaleta, ha aggiunto: «L’istituto penitenziario di Ferrara ha fatto un salto di qualità grazie al progetto ‘Le porte aperte’, promosso dal comitato ferrarese Uisp sotto l’attento controllo del personale della nostra polizia penitenziaria». Il carcere non è nuovo a questo genere di iniziative sportive iniziate in inverno e che proseguiranno il 12 giugno con una riunione pugilistica confezionata ad hoc dalla Pugilistica Padana dei fratelli Duran. «La Casa Circondariale di via Arginone è una realtà positiva della città», ha sottolineato l’assessore allo sport Simone Merli, mentre il segretario regionale del Pd, Paolo Calvano gli ha fatto eco: «La forza dello sport, può essere forza enorme, come dimostrano queste iniziative; così si misura la coesione di una comunità». In sede di conferenza stampa, è stato anche ricordato come l’attività motoria in carcere della Uisp vanti una tradizione trentennale. «I primi rapporti del comitato ferrarese con la casa circondariale risalgono agli anni ’80 – ha spiegato Enrico Balestra, presidente Uisp -, ma solo dal 1992 l’attività è diventata continuativa». Ed oggi, come da tradizione, si parla di Vivicità. «In realtà le richieste di partecipazione erano molte di più – ha detto Davide Guietti dell’Uisp -: delle 80 richieste pervenute, ne abbiamo selezionate 25 che avevano i requisiti richiesti, ovvero il certificato medico e non essere collaboratori di giustizia, protetti o in alta sicurezza. Alla partenza però si sono presentati solo in undici, tutti gli altri erano probabilmente impegnati in colloqui o attività lavorative». Dall’esterno, invece, hanno risposto un buon numero di atleti che hanno aderito e facenti riferimento a queste società: Passione Running, Polisportiva Quadrilatero, Atletica Argine Berra ed Atletica Ferrariola.

Corrado Magnoni

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