Criminalità nella Gad, scacco in 4 mosse
Non solo repressione: spazi riqualificati, più illuminazione e telecamere, animazione e formazione
La repressione da sola non basta per migliorare le condizioni di vita e risolvere problematiche sociali ci vuole qualcosa di più. Ed è proprio questo “qualcosa in più” che è stato sancito nel nuovo patto “Ferrara sicura”, firmato ieri mattina in Prefettura.
All’incontro, oltre al prefetto Michele Tortora e al sindaco Tiziano Tagliani, hanno partecipato anche le altre autorità civili e militari. Non si tratta di un semplice rinnovo, bensì di un nuovo patto che, a partire dal precedente e dai risultati fino ad oggi raggiunti, vuole migliorare; coinvolgendo anche nell’ascolto e nella realizzazione i soggetti privati, le associazioni, i comitati, le imprese e i cittadini. «Accanto agli interventi delle forze dell’ordine – afferma il prefetto – è strategico e fondamentale il contributo di altri soggetti. L’amministrazione comunale gioca un ruolo centrale nella riqualificazione dei centri urbani maggiormente colpiti dalla malavita. Per parlare di sicurezza territoriale occorre un approccio sinergico. Oltre al Comune però – prosegue – è molto importate la voce dei cittadini. Per ottenere un quadro incisivo occorre creare una squadra unica, una grande alleanza tra cittadini, amministrazione e forze dell’ordine».
Dello stesso avviso è stato Tagliani, che a proposito di abusivismo, reati, prostituzione e criminalità prosegue: «Più attività si mettono in campo e meno radicamento illegale si crea. In questi mesi abbiamo dato voce a un contrasto positivo. Non possiamo parlare di vera e propria bonifica di un’area, anche perché le situazioni di disagio sono diverse e sparse in varie zone, ma risultati positivi si sono visti».
Durante la presentazione del patto, che ha preceduto poi la firma dello stesso, sindaco e prefetto hanno sottolineato che i problemi non sono “solo” nella famigerata Zona Gad ma «ci sono anche altre zone in cui bisogna intervenire e anche il centro storico non va sottovalutato». Le politiche sul territorio che l’amministrazione nel corso del proprio mandato vuole mettere in campo sono tante e differenti: riqualificazione degli spazi (piazzale stazione, piazzale “Giordano Bruno”, Mura) attraverso anche, e soprattutto, un ruolo attivo delle associazioni del territorio. Potenziamento della pubblica illuminazione (2015 zona viale Costituzione e 2016 zona Acquedotto). Revisione del sistema di videosorveglianza. Politiche di integrazione, mediazione e animazione territoriale. Infine, per ridurre le situazioni che possono causare fenomeni di devianza, si investirà in prevenzione e formazione: «Per concludere – dice il prefetto – questo patto è il suggello di una collaborazione che dura da anni e che nel complesso ha portato a risultati positivi che vogliamo incentivare».
Samuele Govoni
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