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Tra Comune e sindacati fronte rotto su Versalis

Tra Comune e sindacati fronte rotto su Versalis

La Cisl smorza l’allarme Cgil: catalizzatori non chiude, investimenti solo più lenti L’assessore Ferri : il cantiere è già aperto e sulla politica Eni risponda il governo

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Su Versalis si sta consumando una frattura del fronte ferrarese impegnato nel petrolchimico. L’allarme lanciato dai chimici Cgil dopo l’annuncio della chiusura dell’attività produttiva dei catalizzatori e la diluizione di un anno degli investimenti, con tanto di sciopero e richiesta di coinvolgimento del governo, non è stato seguito nè dagli altri sindacati nè dal Comune. La nota con la quale l’assessore Caterina Ferri interviene sul tema assomiglia, anzi, ad una presa di distanza dall’allarme Cgil, peraltro mai citata. Dopo aver ricordato il sostegno del Comune alla riqualificazione verde e allo sviluppo del petrolchimico, sfociati in incontri anche con la Regione, Ferri si mostra comprensiva con il colosso pubblico: «L’investimento di Eni Versalis, in uno scenario che ha visto gli altri interventi previsti dal gruppo sospesi o rimandati (come si è verificato in altre città), a Ferrara si sta procedendo seppure con qualche rallentamento dovuto, secondo l’azienda, alla momentanea sfavorevole congiuntura del business. Di ciò - sottolinea l’assessore - è stata data adeguata comunicazione sia al Comune che ai sindacati da parte dell’azienda. Sono già iniziati i lavori del cantiere e sono già state selezionate con bandi di gara le aziende che eseguiranno lavori per la costruzione dell’impianto».

Ferri ricorda infine l’impegno del sindaco per ricollocare i lavoratori Cef e «ad avere risposte dal governo rispetto alla politica industriale Eni», sulla scorta degli interrogativi espressi dalla Cisl su ricerche di partner da parte di Versalis, ma non menziona la questione-catalizzatori.

«L’impianto non chiude ma torna dopo qualche anno di attività produttiva a regimi molto bassi (35 chilogrammi al giorno di prodotto) al servizio della ricerca - è la presa di posizione di Stefano Mantovani, segretario Femca Cisl, colto di sorpresa dallo sciopero Cgil - E il rallentamento degli investimenti non ci preoccupa». In una lettera inviata alla direzione Versalis, la Femca ammette che «la riconversione di questo impiantino ad impianto pilota di ricerca, come rappresentatoci, è un’alternativa concreta che senza dubbio scongiura una chiusura tombale di quell’attività». Il verbale d’incontro del 22 maggio l’azienda s’impegna a «integrare l’impianto catalizzatori nella struttura di ricerca con un organico di 6 risorse», e di «ricollocare le restanti risorse nelle posizioni vacanti di stabilimento», oltre che coprire le carenze in altri impianti, sia pure con «mobilità interna».

Per la Femca, peraltro, il problema vero di Ferrara è un altro, ed è di prospettiva: «All’incontro del 5 giugno a Mantova con l’ad Daniele Ferrari chiederemo se, una volta fermato il cracking di Marghera e completato il nuovo impianto di gomme, nel 2017, davvero basteranno le navi ad alimentare il petrolchimico di etilene e propilene» conclude Mantovani. Già oggi Basell sta ricorrendo alle ferrocisterne.

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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