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Piazza a pagamento per cinquemila. Tanti non sapevano

Piazza a pagamento per cinquemila. Tanti non sapevano

Partecipanti al corteo 'prigionieri' del recinto chiuso: non avevano il biglietto per rientrare

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Il ritorno del biglietto per il prato di piazza Ariostea, la domenica del Palio, è stato salutato con toni quasi trionfalistici da parte degli organizzatori. «Abbiamo venduto in prevendita circa 4.000 biglietti (7 euro per gli adulti in prato, 20 per le tribune, ndr) e anche quest’oggi le tre biglietterie hanno lavorato parecchio, anche se ancora non abbiamo i numeri precisi: possiamo dire di aver raggiunto le 5.000 presenze in piazza, ed è un risultato decisamente positivo» è il commento del presidente dell’Ente Palio, Alessandro Fortini. Se queste cifre venissero confermate, si arriverebbe all’esaurito “tecnico”, in quanto la piazza da quest’anno è omologata appunto per 5.000 posti, a causa della riduzione dell’anello di prato per via delle staccionate e delle protezioni di sicurezza, particolarmente curate. In realtà, è il conteggio dell’organizzazione, i posti arrivano a 7.500 estendibili a 9.900. Difficile dire, insomma, quanti fossero davvero gli spettatori di questa edizione, visto che ai paganti si sommano i partecipanti al corteo storico, una volta conclusa la prima parte della giornata.

Proprio figuranti e sbandieratori hanno sperimentato la rigidità delle procedure di gestione della piazza, affidate alla società di security Top secret. L’uscita e il rientro dall’anello chiuso erano infatti regolati da timbri, che però erano riservati solo ai possessori del biglietto: i figuranti non ce l’avevano, e in diversi hanno dovuto rinunciare ad un’uscita per un gelato o un ristoro, nel timore di non poter più rientrare. I furgoni del cambio costumi, poi, erano stati inizialmente tenuti fuori dall’anello chiuso.

Come hanno preso i visitatori la novità del biglietto a pagamento? Reazioni diversificate ai cancelli. «Siamo venuti a trovare nostro figlio che vive a Ferrara e volevamo vedere finalmente il Palio, ma era meglio non far pagare: non entreremo» dicevano due genitori accompagnati da una coppia di amici. Due studentesse di Palermo e Terni si sono messe in fila, «se serve a sostenere l’organizzazione...», quattro colleghe guidate da una toscana hanno invece fatto dietrofront, «amici ferraresi ci avevano detto che era gratis, andiamo a farci un’aperitivo». Una coppia di Occhiobello, infine, entra, «speriamo ne valga la pena». A Siena, per la cronaca, piazza gratis ma tribune a centinaia di euro. (s.c.)

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