La Nuova Ferrara

Ferrara

Un fulmine nero in piazza fa vincere l’Aquila bianca

di Stefano Ciervo
Un fulmine nero in piazza fa vincere l’Aquila bianca

Corsa di testa di Bomario portato in trionfo da “Girolamo”: «La mia San Giacomo». I rimpianti di San Giovanni secondo e ‘autopenalizzato’ in partenza. Mossa lunga

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA

«Alessio, Alessio» è il coro risuonato a lungo in piazza Ariostea. Alessio Migheli, detto Girolamo, ha conquistato definitivamente i cuori dei contradaioli di San Giacomo portando al borgo dell’Aquila bianca il Palio di San Giorgio, dopo una corsa giocata al 90% nell’ora abbondante che ha preceduto il via. E lui ha ricambiato tanto calore... strapazzante, durante il trionfo, con una dichiarazione di fedeltà, appena sceso dalle spalle dei contradaioli: «San Giacomo mi ha messo nelle migliori condizioni per vincere, questa è la mia contrada. Siena? Vedremo». L’accoppiata vincente era la più pronosticata alla vigilia, dai bookmaker ferraresi come da quelli senesi, cioè Girolamo in sella allo splendido Bomario da Clodia, e l’Aquila ha in qualche maniera pareggiato i conti con il clamoroso triplete dei rivali di San Luca, «pareggio, pareggio» urlavano i gialloblu in serata di fronte al Duomo.

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.11536925:Video:https://video.gelocal.it/lanuovaferrara/locale/tutta-la-corsa-dei-cavalli-del-palio-curva-per-curva/41766/41904]]

Ma a mangiarsi le mani sono i contradaioli di San Giovanni, perché Francesco Caria e Periclea hanno dimostrato, sui quattro giri di pista, di essere in gran forma con una rimonta spettacolare che li ha portati dal ventre del plotone fino alla seconda posizione, dando addirittura l’illusione per un paio di curve di poter insidiare Migheli. Il problema è stata la posizione di partenza di “Tremendo”, protagonista assoluta della mossa extra-large: il fantino rossoblu ha messo a durissima prova la pazienza del mossiere Gennaro Milone (a sua volta bersaglio di parecchie critiche in campo per mancanza di polso), che lo ha ammonito due volte, «è un comportamento inammissibile, non esiste» ha sbottato il mossiere. Tremendo non è stato in grado di portare Periclea alla corda, dov’era stato estratto, e alla fine è partito in settima posizione, la più esterna: fosse rimasto all’interno di Bomario, chissà come sarebbe andata.

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.11535316:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2015/06/01/news/piazza-a-pagamento-per-cinquemila-tanti-non-sapevano-1.11535316]]

Il fantino ha ripetuto che Periclea non ne voleva sapere di rimanere alla corda, a quanto pare la vicinanza di Bomario e di Quattro Mori, il cavallo di Santo Spirito, lo rendeva nervoso, e in effetti un calcetto a Bighino, di Santa Maria in Vado, gli è scappato. Non tutte le tre false partenze e le uscite dai canapi sono da attribuire al balletto rossoblu, ma certo il Palio 2015 sarà ricordato anche per questo, più che per i soliti sospetti e le chiacchiere tra fantini.

La mossa buona è partita poco prima delle 20, con uno schieramento diverso da quello estratto dall’urna, e alla rincorsa di San Giorgio l’accoppiata dell’Aquila, partita alla corda, è subito schizzata in testa. Ci rimarrà per l’intera durata della corsa, seguita per due giri da Andrea Coghe su Matato, per San Luca, e da Enrico Bruschelli su Quattro Mori, per Santo Spirito. Intanto era iniziata la rimonta di San Giovanni che si è insediato al secondo posto nell’ultimo passaggio sotto il traguardo, mentre San Luca scivolava indietro, ma Migheli ha mantenuto il sangue freddo e il suo Bomario ha in realtà rischiato pochissimo. Il podio virtuale è stato completato da Sebastiano Murtas su Quaker, per San Paolo. I contradaioli dell’Aquila, ebbri di felicità, si sono limitati a qualche scambio d’insulti con i rivali, mentre dopo la corsa delle asine il clima si era surriscaldato e le forze dell’ordine avevano pensato bene di presidiare alcune divisorie tra le tribune.

Girolamo sulle spalle dei contradaioli ha fatto oscillare pericolosamente il Palio di San Giorgio, quello con il soldato nudo, che gli ha consegnato Tiziano Tagliani. Il sindaco stavolta si è goduto gli sfottò delle contrade rivali senza cedere alla tentazione di tweet polemici, come fece due anni fa durante la mossa extra-large da quasi due ore. «Nuove regole» aveva invocato il sindaco, per evitare bis: non ne sono arrivate, e già qualcuno temeva ieri uno storico rinvio per oscurità. Pericolo scampato, stavolta.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google