Palio di Ferrara: «Formula giusta con due ritocchi»
Il presidente Fortini promuove i ticket: sconti ai giovani. Per snellire la mossa novità su ammonizioni e schieramento
FERRARA - Al suo secondo anno in piazza Ariostea da presidente dell’Ente Palio, Alessandro Fortini è convinto di aver trovato la formula giusta per la ‘sostenibilità’ della manifestazione. Lo si capisce dal tono, oltre che dal contenuto, delle sue risposte: sollevato e rinfrancato dai riscontri della domenica. «Bè, ho cominciato a rilassarmi solo alle 21.30, c’era tanta roba da tenere d’occhio: le misure di sicurezza, gli animalisti, i contradaioli più focosi... Alla fine mi sembra che sia andato tutto bene, anche se ad un certo punto abbiamo chiesto alle forze dell’ordine di farsi vedere in piazza: c’era una certa agitazione (tra San Luca e San Giacomo si è sfiorata la rissa, ndr)».
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Si fa prima a cominciare con le cose da cambiare, tipo il regolamento della mossa?
«Le cose che abbiamo imparato da questo Palio, in generale, sono due. Se un’asina, per motivi di salute, deve dare forfait, deve poter essere sostituita per non danneggiare la contrada, com’è successo a Santa Maria in Vado. Poi, è il caso di rafforzare i poteri del mossiere? Ci lavoreremo sopra, sapendo che c’è sempre chi ha voglia di cambiare tutto e altri che preferiscono lasciare tutto così. Escludendo le espulsioni dirette, si potrebbe ipotizzare di introdurre l’ammonizione di chi viene di rincorsa, per un fantino la squalifica significa non poter guadagnare. E poi il mossiere dovrebbe poter riposizionare le contrade ai canapi, in caso di necessità. Ricordiamoci, però, che il Palio non è e non sarà mai una gara all’Ippodromo».
I biglietti a pagamento. Non pochi hanno preferito rimanere fuori, e c’è stato il problema dei figuranti che non potevano uscire.
«Il numero esatto dei biglietti a pagamento, esclusi gli ingressi di chi sfilava (una settantina per contrada) e della Corte, gli sponsor, le autorità ecc., lo sapremo solo mercoledì. Quello dei figuranti è stato un problema di Siae, non un’impuntatura della società di security. Lo risolveremo per l’anno prossimo, teniamo conto che la decisione di chiudere la piazza è stata presa solo il 30 aprile».
Ecco, la piazza a pagamento sarà riproposta?
«Si potrà studiare forme di agevolazioni per determinate categorie, come gli studenti, ma non si torna indietro: il principio di far pagare chi usufruisce di uno spettacolo è giusto».
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