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Le Olimpiadi del Reno chiudono col botto

Le Olimpiadi del Reno chiudono col botto

Santa Maria Codifiume, vince lo sport in un’edizione applaudita da tutti L’appuntamento adesso è a Molinella il prossimo anno per la 31ª edizione

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SANTA MARIA CODIFIUME. Alla fine Molinella, ritenuta la formazione più accreditata, con 21 medaglie d'oro, 21 d'argento e 16 di bronzo, è risultata la vincitrice della 30ª edizione delle Olimpiadi del Reno. Ma a Santa Maria Codifiume, la frazione argentana dove lo scorso fine settimana si è svolta la manifestazione, ha brillato lo sport. Quello genuino e puro, senza doping e senza scommesse. Da più formazioni, si sentiva dire che "l'importante è partecipare e far divertire". E in effetti, il divertimento non è mancato ma nemmeno è mancata la competizione che i giovani atleti hanno messo sul terreno di gioco e che in pochi casi ha scaldato gli animi di qualche adulto. Le occasioni, invece, per vedere l'impegno messo in atto, sono stati molteplici; ne citiamo una per tutti e riguarda la formazione del tiro alla fune di Jolanda di Savoia: guanti e denti stretti. Alla fine hanno vinto l'oro e l'emozione ha persino contagiato il trainer Davide Crosara, commosso nel vedere i suoi sul podio più alto: «È una grande soddisfazione che premia il grande lavoro di preparazione».

La serata conclusiva - ed erano già le ore 22 -, ha proposto in anteprima un video realizzato dai ragazzi delle medie dal titolo "Olimpiadi dei ragazzi: un'idea, 30 anni di emozioni". L'appuntamento è per il 2016 a Molinella e prima che si spengano i riflettori su questa stupenda manifestazione c'è spazio per un bilancio. Chi meglio di Luciano Baraldi, presidente del Cdp? «Prima di tutto cito la partecipazione dei ragazzi - dice - poi l'affluenza dei genitori e il tifo che non s'era mai visto da nessuna altra parte. Anzi: alla fine, gli stessi addetti di paese, hanno invitato i suoi atleti a dare la mano ai vincitori: questo è stato un gesto educativo. In questa Olimpiade del Reno - aggiunge Baraldi -, oltre alla sicurezza data dai carabinieri e dai vigili urbani, nel programma abbiamo inserito un aspetto innovativo: il percorso ambientale. Quindi non solo l'aspetto fisico ma anche culturale che premiava chi non ha spiccate doti atletiche ma conoscenze culturale rilevanti. Infine - conclude Baraldi -, la presenza di molte autorità comunali ha dato a queste Olimpiadi una dimensione istituzionale».

Giorgio Carnaroli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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