Per chi suona l’ultima campanella?
Scuola: sabato terminano le lezioni ma non la protesta del personale a Ferrara. Fiaccolata il 5 giugno, minacciato lo sciopero degli scrutini
FERRARA - Non è finita la stagione di mobilitazione nel settore scuola. Flash mob, sit-in, cortei e comizi hanno conosciuto giusto qualche giorno di pausa, il tempo necessario a far passare il disegno di legge dalla Camera (dove già è stato approvato) al Senato, il tempo necessario a un nuovo incontro a livello nazionale tra ministro Giannini e sindacati. Ma anche il tempo necessario - secondo molti - a vedere se e quanto le contestazioni provenienti nelle scorse settimane avrebbero lasciato un segno sui risultati elettorali, visto che parliamo di una categoria che il centrosinistra storicamente cura con particolare attenzione. Nessuno stop in vista: la commissione Istruzione pubblica di Palazzo Madama ha cominciato a trattare il ddl già durante la scorsa settimana, e continuerà a farlo almeno fino a venerdì prossimo. È dunque nuovamente tempo di mobilitazione, anche nella nostra città, per i sindacati e per le associazioni che non riescono a digerire quella che il governo considera La Buona Scuola.
Proprio per venerdì 5 giugno è in calendario la prossima iniziativa pubblica. «Alle 21 partirà una fiaccolata da piazza della Repubblica - spiega la segretaria generale della Flc-Cgil Hania Cattani - che terminerà in piazza Trento Trieste, dove alle 22 avrà inizio un concerto». A organizzerla sta provvedendo quell'ampio fronte di sigle che nelle scorse settimane si è saldato contro il ddl: non solo tutti i sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Gilda, Snals), ma anche una serie di associazioni, dall'Anpi all'Unione degli Studenti, dal Movimento di cooperazione educativa al Comitato a sostegno della Lip.
I giorni successivi saranno invece dedicati allo sciopero (non al blocco, ci tiene subito a correggere Cattani) degli scrutini di fine anno scolastico. «Lo sciopero avverrà nel rispetto della legge - spiega la segretaria -: gli scrutini sono calendarizzati ora per ora, i docenti possono dichiararsi in sciopero per un certo scrutinio e i dirigenti dovranno riconvocarli. È un atto forte, non lo proclamavamo da anni, ma il momento è delicato». Il passaggio del ddl a Palazzo Madama è importantissimo - ci tiene a ribadire la sindacalista - e per di più non scontato, visto che lì i numeri sono diversi da quelli di Montecitorio.
L'omologo Uil Paolo Accardo spiega che si è scelta questa modalità «perché abbiamo già sostenuto i costi dello sciopero del 5 maggio, mentre con gli scrutini basta organizzarsi: è sufficiente che scioperi un docente per farli riconvocare a data da destinarsi». Per mobilitare i colleghi, vuole ricordare un'altra volta quali sarebbero le conseguenze del ddl: «noi insegnanti perderemo la nostra libertà, e non è vero che i ragazzi non ne risentiranno. Se La Buona Scuola sarà legge, un ente privato potrà convenzionarsi col dirigente e pretendere di articolare in un altro modo il programma»
Gabriele Rasconi
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