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la "mossa" infinita

«Per salvaguardare la nostra cavalla ci siamo penalizzati»

«Per salvaguardare la nostra cavalla ci siamo penalizzati»

Chiodi (San Giovanni): Periclea non voleva andare alla corda Non l’abbiamo forzata. Macché accordi, si poteva vincere

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FERRARA - Dalle tribune, ma pure dal campo di gara, quella di San Giovanni prima della mossa di domenica è sembrata una pantomima di difficile comprensione, che si prestava quindi alle solite dietrologie da Palio. Francesco Caria, il fantino rossoblu, che si rifiuta di portare la sua Periclea nella posizione da sorteggio, il favorevolissimo primo posto interno, per restare al largo, a costo di farsi ammonire due volte; il presidente di contrada, Gian Paolo Chiodi, che continua a ordinare al fantino di stare lì, poi preleva il pass per andare a parlare al mossiere. Infine la gara, che mostra come l’accoppiata rossoblu avrebbe avuto buone possibilità di successo, in caso di partenza all’interno. E allora perché? «Premetto che San Giacomo, pure il nostro principale competitor, non ha dato fastidio - è la spiegazione del giorno dopo da parte di Chiodi - Periclea non voleva proprio andarci, alla corda, e noi non abbiamo voluto maltrattare la nostra cavalla per costringerla a farlo. Bomario (il cavallo di San Giacomo, estratto in seconda posizione, ndr) è un maschio non castrato, evidentemente a Periclea dava fastidio il contatto con lui: è l’ipotesi di esperti presenti, io non lo sono. Abbiamo accettato il settimo posto pur di avere la cavalla “dritta”, per salvaguardare l’animale. La corsa ha dimostrato che potevamo puntare al successo, e c’è rammarico. Favorire qualcuno? Macché, il mio unico obiettivo è vincere il Palio che non facciamo nostro dal ’99, e per questo cercheremo da subito il binomio vincente per il 2016. Con Periclea? Ancora non lo so». (s.c.)

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