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Anatema del prefetto contro i “falsi profeti” della sicurezza

di Marcello Pradarelli
Anatema del prefetto contro i “falsi profeti” della sicurezza

Tortora sui profughi era stato attaccato da Fabbri (Lega) Nel suo discorso nessun riferimento diretto, ma ha risposto

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Il prefetto, al pari del paracadutista che inquadra da centinaia di metri di altezza il bersaglio ristretto del lancio di precisione, ha la necessità istituzionale di volare alto anche quando deve rispondere per le rime agli attacchi personali. Venti giorni fa Michele Tortora era stato apostrofato dal leghista Alan Fabbri a proposito della questione profughi: «collaborazionista del governo, burocrate di Stati», la Prefettura paragonata a «un’agenzia di viaggi per immigrati».

Ieri il prefetto Tortora, nel discorso per il 69º anniversario della Repubblica, ha replicato in due modi a quelle parole, ovviamente senza potervi fare diretto riferimento. Leggendo in piazza Municipale il testo inviato ai prefetti dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Tortora ha scandito questo passaggio: «A voi prefetti, per il peculiare ruolo istituzionale, spetta rappresentare sul territorio un punto di equilibrio tra istanze e interessi diversi, con un'assidua azione di raccordo e di mediazione tra istituzioni e forze sociali, ancor più essenziale in situazioni di particolare complessità, come la gestione dell'accoglienza dei migranti. Vi si chiede di sollecitare ogni sforzo (...) per tenere insieme le ragioni della sicurezza e della solidarietà».

Poi Tortora ci ha messo del suo nel discorso: «Lo sfilacciamento del rapporto fiduciario» tra cittadini e istituzioni - ha detto il prefetto - «viene alimentato da troppi falsi profeti e demagoghi che propongono ricette semplici apparentemente a portata di mano per problemi che invece sono complessi». Più in generale ha garantito che sul piano della sicurezza, dove «esistono criticità sulle quali siamo impegnati quotidianamente», la collaborazione «è grande tra forze dell’ordine, sindaci, esponenti del mondo volontariato e cittadini».

A proposito del fenomeno della corruzione, altro tarlo che rode il rapporto cittadini-istituzioni, Tortora ha contrapposto una realtà dei fatti che spesso è diversa «dagli episodi, dalle notizie sconcertanti che riempono le cronache». «Nei miei 5 anni da prefetto - ha detto - ho conosciuto molti amministratori pubblici di ogni colore politico e dico che la stragrande maggioranza sono persone che, tra mille difficoltà, fanno il proprio dovere con coraggio e passione».

Dopo è toccato al sindaco parlare. Per Tagliani il dovere di ogni cittadino «grande o piccolo che sia l’ambito di azione» è alimentare e preservare l’ albero piantato dopo la guerra di Liberazione, il cui primo frutto è stato la nascita della Repubblica, «E’ l’albero sotto il quale ancora noi oggi troviamo riparo»e gli ingredienti di cui nutrirlo sono gli stessi di allora: «pace, libertà, solidarietà, giustizia».

La Festa della Repubblica prima di trasferirsi in piazza Municipale, era stata aperta in piazza Cattedrale dall’alzabandiera con colonna sonora della Banda di Cona e dai lanci dei quattro paracadutisti della Scuola di paracadutismo di Ferrara. L’anno scorso erano atterrati in piazza Trento Trieste, ieri in corso Martiri della Libertà. Nel giro di tre minuti - tra le 10.26 e le 10.29 - sotto lo sguardo severo del Savonarola e i volti assorti e divertiti di tante persone - sono perfettamente atterrati tra gli applausi Paolo Bevilacqua (18 medaglie mondiali come atleta azzurro, oggi selezionatore della nazionale paracadutisti), gli istruttori Rodolfo Gamberini (oltre 2000 lanci), Piero Buzzoni (4000), Davide Visentin (2700). Si erano lanciati da un Cessna pilotato da un generale dell’Aeronautica in congedo che ha volato con F104 e altri velivoli militari. Alle 10.30 quando ormai tutti gli occhi erano puntati a terra, si è sentito un rombo fortissimo che li ha fatti levare di nuovo al cielo: il Cessna stava percorrendo a volo radente corso Martiri. Si è alzato solo dopo aver sfrecciato una spanna sopra la Torre dell’Orologio regalando un brivido fuori programma. Wroom

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