La Nuova Ferrara

Ferrara

Musei civici, una rete per il turismo

di Gian Pietro Zerbini
Musei civici, una rete per il turismo

Ieri erano aperti gratuitamente, la situazione attuale in attesa di aprire anche quelle strutture ancora chiuse per il sisma

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Non solo Diamanti e Castello Estense. Il patrimonio espositivo e museale cittadino è composto da tante altre piccole grandi realtà che contribuiscono ad arricchire l’offerta culturale per visitatori, cittadini e turisti. Sono i musei civici di Ferrara che ospitano arte ed esposizioni antiche e moderna in maniera variegata. Ieri, 2 giugno, festa della Repubblica, i musei civici cittadini erano aperti e si è potuto constatare un discreto numero di visitatori che hanno colto al volo l’occasione.

«I musei civici di Ferrara - sostiene il vicesindaco e assessore alla cultura e al turismo Massimo Maisto - sono tutti messi in reti e da quando abbiamo istituito la “MyFE Card” si offre, al visitatore che l’acquista, la possibilità di accedere gratuitamente a tutti i musei della città compresi quelli gestiti dallo Stato in seguito ad una convenzione stipulata con il ministero. Stiamo lavorando anche per recuperare quelle strutture che abbiamo giocoforza dovuto chiudere a causa del terremoto. Sono contento dell’iniziativa del 2 giugno, serve ad avvicinare il pubblico ai nostri musei».

Con Giovanni Lenzerini, dirigente del settore Attività Culturali del Comune e capo di Gabinetto del sindaco, l’analisi va sulla situazione dei singoli musei civici. A cominciare da Palazzo Schifanoia, la struttura che registra dopo il Castello a Ferrara il maggior numero di presenze. «Per Palazzo Schifanoia - dice Lenzerini - è stato elaborato un progetto preliminare e si sta preparando un progetto definitivo che serve per aprire il bando. In stretto contatto con lo staff del commissario per il sisma, contiamo nel 2016 di aprire il cantiere per ristruttura l’ala trecentesca e le altre stanze. Le attuali due sale agibili al pubblico tra cui il Salone di Mesi potrebbero essere chiuse durante il restauro. In un paio d’anni la situazione dovrebbe tornare alla normalità. Il museo della Cattedrale, che non ha subito danni rilevanti dal sisma, è stato chiuso una settimana in aprile perché c’era un problema ad una finestra in prossimità dell’abside. Ovviamente il problema maggiore per i nostri musei rimane l’inagibilità di Palazzo Massari ancora per molto tempo, ma anche in questo caso i progetti di restauro sono in fase avanzata e anche qui il prossimo anno inizierà il cantiere per la ristrutturazione». Prima del terremoto, nel 2011, Schifanoia arrivava a collezionare in un anno 48mila presenze (nel 2007 toccò anche quota 85 mila), il museo Boldini quasi 10mila, il museo di Storia naturale oltre 11mila, il museo della Cattedrale quasi 14mila, il museo del Risorgimento e della Resistenza poco più di 9mila. Tra qualche anno, è doveroso aspettare cifre superiori per sfruttare al meglio questi musei in chiave turistica.

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