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Picchiati e rapinati in casa

Picchiati e rapinati in casa

Arancia meccanica a Codigoro: tre banditi entrano nella notte nell’abitazione del farmacista del paese, padre e figlio malmenati e feriti

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CODIGORO. Notte di terrore a Codigoro, per una famiglia residente in una villa in via Piemonte, quartiere residenziale a due passi dal centro, che svegliata nel sonno da tre malviventi armati ed a volto coperto, è stata legata, picchiata, minacciata con armi e rapinata di quanto avevano in casa: oltre 600 euro in contanti e circa 10 mila euro di oggetti preziosi.

Dalla scorsa notte, per la prima volta, Codigoro, si ritrova a fare i conti con la violenza e la determinazione di rapinatori che non hanno esitato a picchiare una donna, il marito ed il figlio, per portare via oro e denaro.

La cronaca della violenta rapina inizia alla 4 della scorsa notte, quando Vilma Giuglietti, 65 anni, il marito Gianni Finessi, 64, farmacista in pensione, il figlio Marco 30 anni, farmacista che gestisce l’attività di famiglia a Monticelli di Mesola, stanno dormendo e vengono svegliati dalla luce delle pile di tre uomini, volto coperto e armati di pistola, coltello e un grosso cacciavite.

Senza esitare, i rapinatori stirano giù dai rispettivi letti le tre vittime che vengono divise e legate con i fili del citofono e delle abatjour su alcune sedie. Alla donna vengono legate solo le mani, mentre ai due uomini anche i piedi. Padre e figlio vengono picchiati sulla testa con un piede di porco, tanto da procurare a Marco Finessi una profonda ferita (verrà diagnosticato un ematoma al cervello) e la frattura di una spalla, causata dalla rotazione del braccio per consentire ai ladri di legarlo. I due uomini a quanto pare avrebbe cercato di opporre un minimo di resistenza, ma di fronte alle armi dei tre e alla violenza dei rapinatori poco hanno potuto. Vilma Giuglietti è stata schiaffeggiata e picchiata sul petto con il piede di porco e ha un visibile livido sulla mano. Sui polsi della signora sono ben evidenti i segni violacei degli ematomi lasciati dai fili elettrici del citofono di casa utilizzati per legarla. Secondo una prima ricostruzione fatta dai carabinieri della stazione di Codigoro, che unitamente agli uomini del nucleo operativo radiomobile di Comacchio e delle investigazioni scientifiche, stanno svolgendo le indagini inerenti questa tremenda vicenda, i rapinatori sarebbero entrati nella villa, in cui i Finessi vivono da 34 anni, da una porta finestra che si trova nella parte posteriore della casa, lontano dalla vista della strada e non visibile agli altri residenti della popolosa zona residenziale.

I rapinatori avrebbero agito con determinazione e violenza, brandendo almeno due pistole, un piede di porco e per due ore hanno girato per la casa, alla ricerca di oro e denaro, solo verso le 6, quando ormai l’alba è arrivata, i tre hanno lasciato la casa, completamente a soqquadro e depredata, ed i suoi abitanti legati. Marco Finessi è riuscito a liberarsi e chiamare, dopo aver slegato i genitori, i carabinieri, dopo le 6.30.

I carabinieri hanno effettuato tutti i rilievi e stanno cercando di reperire informazioni utili sui movimenti dei rapinatori, con la visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza di cui sono dotate alcune abitazioni ed attività nei paraggi della casa, alla ricerca di ulteriori indizi ed informazioni sui movimenti dei rapinatori.

Marco e Gianni Finessi sono andati all’Ospedale del Delta per accertamenti. Mentre il figlio è stato ricoverato a Lagosanto e quindi portato a Cona, per il 64enne si è reso necessario un suo trasferimento immediato a Cona, per ulteriori indagini mediche. A preoccupare è soprattutto la ferita alla testa e il brutto ematoma interno.

Maria Rosa Bellini

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