Programma di sviluppo rurale
Primo incontro oggi al Centro ortofrutticolo, ci sono risorse da investire
Primo incontro provinciale di presentazione del nuovo Programma di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020. Oggi alle 10 nella Sala Tonda del Centro ortofrutticolo (via Bologna 534) è prevista questa prima verifica e confronto. Per l'Emilia-Romagna ci sono risorse pubbliche per un miliardo e 190 milioni, tra fondi comunitari e statali, ossia la dotazione più alta delle ultime programmazioni tra tutte le Regioni del Nord Italia. Rispetto alla fase precedente (2007-2013) si registra un aumento di 131 milioni di euro e, per quanto riguarda il cofinanziamento regionale, di 100 milioni, con la Regione che raddoppia le risorse dal proprio bilancio per i prossimi sette anni. La Commissione europea ha approvato il Programma dopo il via libera tecnico arrivato l'8 maggio scorso e la Regione Emilia-Romagna è tra le prime a partire in Italia e in Europa, insieme a Germania, Regno Unito e Spagna.
L'iniziativa di Ferrara, cui parteciperanno l'assessore regionale all'Agricoltura, Simona Caselli, e il presidente della Provincia, Tiziano Tagliani, è il quarto di una serie d'incontri nei territori emiliano romagnoli. Il Programma prevede, tra l'altro, le prime applicazioni e i tempi di uscita dei primi bandi. Il nuovo Psr 2014-2020 è stato redatto partendo dalle esigenze del sistema produttivo, espresse da oltre mille interlocutori tra filiere produttive, organizzazioni di categoria, lavoratori agricoli, istituzioni e portatori d'interesse. Tra le finalità, stimolare la competitività del settore agricolo, garantire la gestione sostenibile delle risorse naturali e azioni di contrasto ai cambiamenti del clima, oltre a realizzare uno sviluppo territoriale equilibrato delle economie e comunità rurali. In dettaglio, oltre 515 milioni sono destinati al sostegno della competitività e all'aumento della redditività delle imprese agricole. Un cofinanziamento che consentirà di mettere in moto una spesa complessiva di oltre 972 milioni, per ammodernare i processi produttivi, sostenere le produzioni di qualità e la diversificazione delle colture.
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