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Trasloco del mercato spunta Franceschini

Trasloco del mercato spunta Franceschini

L’Art Bonus dà a Comuni e Soprintendenze l’arma per spostare gli ambulanti L’assessore: chi resta in piazza rinunci al furgone. Anva: abbiamo già l’avvocato

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Domani la giunta municipale assumerà l’orientamento definitivo sul trasloco del mercato del venerdì dal Listone, ma l’impressione è che Ferrara non sarà decisiva in questa vicenda, della quale il sindaco Tiziano Tagliani ha fatto una bandiera. Ci sono infatti di mezzo Pisa, dove la battaglia per lo spostamento delle bancarelle da piazza dei Miracoli ha prodotto una sentenza del Tar toscano tutta da interpretare, Bologna con il suo Tar al quale gli ambulanti ferraresi hanno già annunciato di voler ricorrere in caso di trasloco forzato in piazza Travaglio, e perfino Roma. È infatti al ministero dei Beni culturali di Dario Franceschini che è stata elaborata la legge omonima sull’Art Bonus, nella quale è contenuta una norma per “armare” le amministrazioni comunali desiderose di spostare bancarelle dai luoghi di pregio.

Una partita complessa la cui origine non è probabilmente ferrarese, quindi, nella quale la prima mossa spetta al Comune. La giunta dovrà infatti prendere atto del rifiuto degli ambulanti riuniti dall’Anva di rinunciare al supporto dei furgoni in cambio della conferma della posizione sul Listone, ed assumere un orientamento conseguente da trasformare subito dopo in delibera operativa. «Ci sono tre possibilità - riassume l’assessore al Commercio, Roberto Serra - La prima è di cancellare il nostro precedente orientamento (quello che prevede il trasloco, ndr) e lasciare tutto così com’è. “Abbiamo scherzato”, insomma... Il secondo è, invece, di confermarlo e procedere con la delibera per la riassegnazione dei posti». In questo caso tornerebbero in gioco tutte le novanta postazioni, come prevede il regolamento in caso di cambio di più del 50% delle assegnazioni: tra Listone e corso Martiri, fronte Duomo, trovano infatti posto 62 bancarelle che, nell’ipotesi 2, dovrebbero essere riassegnate tra corso Porta Reno e piazza Travaglio.

C’è anche una terza ipotesi, più complicata dal punto di vista tecnico e insidiosa dal punto di vista giudirico: raccogliere le adesioni individuali degli ambulanti disposti a sostituire i furgoni con gazebo leggeri e facilmente smontabili, graditi alla Soprintendenza, pur di restare lì dove sono, e spostare tutti gli altri. «Rappresenterò alla giunta anche questa possibilità, certo è necessario che almeno qualche decina di ambulanti aderisca a questa proposta per poter mantenere parte del mercato sul Listone - sono i paletti di Serra - Quanto tempo siamo disposti a concedere a chi dovrà comprare i gazebo in accordo con la Soprintendenza? Bè, non ci fisseremo sull’1 luglio, ma nemmeno vogliamo rinviare tutto all’anno prossimo». Gli ambulanti sono già pronti a contestare la discriminazione, «impensabile concedere il Listone a qualcuno e negarlo ad altri - dice Piercarlo Baglioni, presidente di Anva Confesercenti - In ogni caso abbiamo già contattato il legale che ha vinto il ricorso al Tar a Pisa, e ci rivolgeremo a lui se sarà necessario: siamo fiduciosi, contiamo prevalga il buon senso».

Si dovranno fare i conti con Franceschini, o meglio con la legge che porta il suo nome e risale a meno di un anno fa. L’articolo 4 consente a Beni culturali e Comuni di «contrastare l’esercizio, nelle aree pubbliche aventi particolare valore archeologico, storico, artistico e paesaggistico, di attività commerciali e artigianali in forma ambulante o di posteggio», per «tutela del decoro». Se però non viene garantito lo spostamento in una posizione «potenzialmente equivalente», il Comune deve riconoscere un forte indennizzo.

Stefano Ciervo

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