La Nuova Ferrara

Ferrara

«Volevano soldi e oro, due ore di terrore puro»

«Volevano soldi e oro, due ore di terrore puro»

Arancia meccanica a Codigoro, il racconto della signora Guglietti: ci hanno chiusi in stanze diverse, casa a soqquadro, botte, urla e minacce finchè l’alba non li ha fatti fuggire

3 MINUTI DI LETTURA





CODIGORO. «Ci hanno puntato le torce in faccia e ci hanno svegliato. Ci hanno tirato giù dal letto, strattonato e hanno cominciato a dire che volevano i soldi, che sapevano che in casa c’era una cassaforte, che volevano i gioielli. E poi le botte, ci hanno divisi, legati, ostaggi in casa nostra, per due ore in balia di tre uomini, che hanno messo a soqquadro la casa, che inveivano di continuo». Sotto choc, la signora Vilma Giuglietti, 65 anni, racconta la notte di terrore. «Ci hanno preso tutto l’oro che indossavamo, il denaro che avevamo con noi ed i monili contenuti nella cassetta di sicurezza». Questo è solo l’inizio dell’incubo, l’odissea della rapina, delle botte, delle minacce, subite da Vilma Giuglietti e dalla sua famiglia, il marito Gianni Finessi, 64, farmacista in pensione ed il figlio Marco, 30 anni, anche lui farmacista. «Stavamo dormendo - racconta Giuglietti - le pile accese, puntate sulla faccia ci hanno svegliato. Non abbiamo allarmi, inferriate, il nostro cane non ha abbaiato. Senza troppi complimenti ci hanno tirati giù dal letto, erano in tre, volto coperto, ci hanno detto di non guardarli, ci hanno minacciati con le pistole ed avevano un piede di porco, con il quale mi hanno colpita al petto. Uno di loro mi ha anche schiaffeggiata. I tre uomini erano di corporatura snella, almeno un metro e 75 di altezza ed erano stranieri. Hanno urlato che sapevano che in casa avevamo una cassaforte, che avevamo oro, denaro. Intanto ci hanno divisi, io in una stanza, mio marito in un’altra e mio figlio in un’altra ancora... Hanno legato le mie mani allo schienale di una sedia, con i fili del citofono, e con un paio di forbici, prese in camera, hanno minacciato di tagliarmi il mignolo se non gli avessi dato l'oro. Mio marito, con i fili delle abatjour, è stato legato mani e piedi, lo hanno picchiato con il piede di porco in testa ed in viso, così come hanno fatto con mio figlio e, per legarlo, gli hanno rotto anche una spalla. Ci hanno preso i soldi che avevamo in casa, poco più di 600 euro e l’oro».

Convinti che i Finessi avessero una cassaforte, «volevano sapere dove fosse, ma noi non l’abbiamo. In casa, in camera di mia figlia, che non era con noi perché dal fidanzato, nell’armadio abbiamo una cassettina di sicurezza dove dentro teneva diversi oggetti d’oro. Urlavano che volevano i soldi: ho detto che non ne avevamo in casa, ma se volevano, uno di loro poteva accompagnarmi a un bancomat. E avrei prelevato. Avevo paura che facessero del male a mio figlio. Hanno preso l’oro della cassetta di sicurezza e a noi hanno strappato i monili che indossavamo. Se ne sono andati verso le 6, quando uno di loro ha urlato di fare presto, che stava facendo giorno, dovevano andarsene e così hanno fatto, portandosi via circa 10mila euro in monili, il poco denaro racimolato e lasciandoci legati. Dopo un po' mio figlio è riuscito a liberarsi, a slegarci e chiamare i carabinieri».(m.r.b.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google