Assalto in villa. I banditi sono nei video?
Codigoro, si cercano indizi utili dalle telecamere della zona
Sono stati dimessi Gianni e Marco Finessi, padre e figlio, farmacisti, che all'alba di martedì scorso, insieme alla moglie e madre Vilma Giuglietti, sono stati legati, picchiati, rapinati e tenuti in ostaggio in casa propria, in una centrale zona residenziale di Codigoro, da tre malviventi, al momento ancora latitanti.Un episodio di violenza e paura che ha scosso profondamente l'intera comunità codigorese che si è ritrovata a fare i conti con una realtà a lei ancora sconosciuta, quella delle rapine in villa.
Gianni Finessi, 64 anni, farmacista in pensione, quando i rapinatori lo hanno svegliato nel sonno, ha provato a reagire, ottenendo una botta in testa ed un colpo in viso, che gli hanno procurato una commozione cerebrale e la frattura del setto nasale, tanto da obbligare i medici dell'ospedale del Delta di Lagosanto a deciderne un trasferimento al nosocomio di Cona, dove l'uomo sarà sottoposto ad intervento chirurgico per la frattura. Degenza ospedaliera di qualche giorno, ma all'ospedale del Delta di Lagosanto, per Marco Finessi, 30enne farmacista, al quale i rapinatori, per legarlo, hanno torto un braccio, tanto da provocargli la frattura di una spalla ed una ferita lacero contusa alla testa che gli ha provocato una copiosa perdita di sangue. Vilma Giuglietti, 65 anni, terza vittima della violenta rapina, ha riportato una grave contusione al mignolo della mano destra e diversi ematomi, causati dai fili elettrici che i malviventi hanno utilizzato per legarle i polsi, anche lei ieri si è recata all'ospedale del Delta per sottoporsi ad una radiografia alla mano e scongiurare così il rischio di una frattura alle ossa delle dita.
Alla famiglia Finessi, ai quali i malviventi, dopo due ore di permanenza nella casa, hanno portato via poco più di 600 euro in contanti, ma monili e gioielli per un valore stimato attorno ai 10 mila euro, ora resta la paura e la speranza che i carabinieri possano quanto prima assicurare alla giustizia chi li ha depredati dei ricordi preziosi che erano parte della famiglia. Intanto i carabinieri del reparto investigazioni scientifiche, del nucleo operativo radiomobile di Comacchio e della stazione di Codigoro, continuano le proprie indagini e ricerche e stanno vagliando tutti i video di sorveglianza acquisiti dalle abitazioni private e delle attività commerciali presenti nella zona dove si verificata la violenta rapina.La villa dove la famiglia Finessi risiede da 34 anni, non disponeva di nessun sistema d'allarme, di inferriate, o altri dispositivi antintrusione, «Non credevamo di averne bisogno - ha commentato Vilma Giuglietti - il paese è sempre stato tranquillo. La casa è grande, ma non abbiamo mai tenuto denaro contante o gioielli particolari. Ma non è servito a nulla. Ora resta la paura di quel che si è vissuto, nella speranza che i tre malviventi vengano presi ed assicurati alla giustizia».(m.r.b.)
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