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La Cgil contro Versalis «Leso diritto di sciopero»

La Cgil contro Versalis «Leso diritto di sciopero»

Chiarioni (Filctem): «Penalizzati dal carattere non unitario dell’astensione Fatto gravissimo, abbiamo chiamato la Digos, ora valuteremo le azioni legali»

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Si spacca il fronte sindacale, si consuma una frattura con l’azienda. Cresce la tensione attorno allo sciopero indetto dai chimici della Cgil per i timori sul futuro dell’impianto di produzione dei catalizzatori di Versalis. Ieri l’agitazione, preceduta da un presidio davanti ai cancelli, ha avuto un risvolto amaro per il sindacato di piazza Verdi perché l’azienda, considerato il carattere non unitario dello sciopero, ha comunicato alla Filctem di essere in grado di garantire il controllo degli impianti senza ricorrere alle squadre di emergenza, e di considerare dunque in sciopero «il solo personale che non si presenterà sul proprio posto di lavoro». L’astensione in siti produttivi come un Polo Chimico, infatti, prevede che per ragioni di sicurezza anche gli addetti in sciopero restino sul luogo di lavoro per “sorvegliare” determinati impianti e scongiurare eventuali anomalie. Così erano pronti a fare anche coloro che ieri avevano aderito allo sciopero di 8 ore, dalle 10 alle 14, a cavallo dei due turni. Ma a scompigliare le carte è stato un comunicato della direzione aziendale che, forte dei numeri, ha fatto sapere al segretario provinciale della Filctem di Ferrara, Fausto Chiarioni, che «trattandosi di uno sciopero non unitario, le modalità di applicazione dello stato di agitazione così come proposte dalla sua organizzazione non sono perseguibili. Per tale ragione verrà considerato in sciopero il solo personale che non si presenterà sul proprio posto di lavoro». In altre parole, l’azienda poteva comunque contare su forze sufficienti, e gli addetti venivano posti di fronte all’alternativa: andare a casa o restare, ma lavorando. «Al fine di non ledere il diritto di sciopero - mette in chiaro la nota - e al contempo garantire la gestione delle attività industriali nel rispetto dei migliori standard di sicurezza, verranno applicate le azioni gestionali che riterremo utili al raggiungimento di tali scopi».

Uno schiaffo, lo ritiene la Filctem. Che attraverso il segretario Fausto Chiarioni si riserva ora un contrattacco a colpi di carte bollate: «Abbiamo fatto intervenire la Digos e stiamo valutando con i nostri legali il da farsi. È un fatto gravissimo, inaudito. Gli addetti sono stati posti di fronte a una scelta di fatto obbligata, visto che non possono abbandonare il posto di lavoro. Riteniamo che sia stato leso il diritto di sciopero attraverso un comportamento antisindacale che rivela un’escalation preoccupante da parte di Eni».

Alessandra Mura

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