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Le nuove Tac di Medicina nucleare La “spect” (costo 2 milioni) è la prima low motion installata in Italia

Le nuove Tac di Medicina nucleare La “spect” (costo 2 milioni) è la prima low motion installata in Italia

Strumentazioni all’avanguardia, nuove degenze, personale perfettamente preparato

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Strumentazioni all’avanguardia, nuove degenze, personale perfettamente preparato. A un anno dal trasloco, ultimo a muoversi da corso Giovecca a Cona, il reparto di Medicina Nucleare offre un volto trasformato per soddisfare le esigenze dei pazienti ferraresi e a intercettarne pure fuori provincia.

«Il nostro ospedale – spiega il direttore sanitario del Sant’Anna, Eugenio Di Ruscio – compie un significativo miglioramento sia dal punto di vista terapeutico sia da quello diagnostico. L’obiettivo è offrire l’intero spettro delle prestazioni e una continuità della cura, in modo che il paziente nemmeno si accorga di un passaggio da uno specialista all’altro».

Secondo il direttore di Medicina Nucleare, Luciano Feggi, «Ferrara vuole proporsi come un polo di riferimento nazionale grazie alle tecnologie d’avanguardia che utilizziamo, perfettamente rispondenti alle leggi recentemente cambiate, il tutto con un abbattimento del rischio da radiazioni”.

Le macchine nuove di zecca sono due: una pet-tac e una spect-tac. In particolare la prima (valore di circa due milioni di euro) sostituisce apparecchiature su mezzo mobile utilizzate limitatamente fin dal 2014. «E’ la prima “low motion” installata in Italia e la seconda in Europa. Dall’inizio dell’anno ha consentito di eseguire oltre 420 indagini, il 40% in più del 2014, e premettendo un recupero significativo di prestazioni che prima venivano eseguite a Bologna o fuori regione» osserva Feggi.

Grazie all’utilizzo del nuovo strumento sono iniziate le indagini (24 esami) per diagnosticare l’Alzheimer nelle patologie degenerative cerebrali e quelle per la ricerca di tumori rari, mentre a breve verrà aggiunta la procedura per il tumore della prostata. Ma forse la maggiore novità è l’apertura a gennaio di una nuova sezione (Terapia Radiometabolica) con una degenza con due stanze da due letti ciascuna: è dedicata alla cura di tumori che prevedono la somministrazione di farmaci con una quota di radioattività che rende necessario il ricovero in ambiente protetto (anche 3-4 giorni, trascorsi in isolamento).

«Si tratta – dice Feggi - di casi di tumori della tiroide o di tumori rari per cui fino all’anno scorso i pazienti ferraresi dovevano spostarsi in altre città. In meno di tre mesi abbiamo curato 45 persone, di cui circa il 20% proviene da fuori provincia o addirittura da fuori regione». Tra l’altro a metà gennaio è stato ricoverato a Cona il primo paziente per la terapia con radioiodio di tumore tiroideo differenziato.

Fabio Terminali

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