Quattro a processo per aver rapinato delle scarpe usate
Accade anche di essere processati per rapine strane, curiose
Accade anche di essere processati per rapine strane, curiose: e di esser anche condannati per la rapina di una carta d’identità come accaduto ieri mattina a Pietro Piras, mentre per altre 4 persone, tutte di nazionalità romena, i guai in tribunale si sono concretizzati per la rapina di scarpe usate e all’udienza del 9 dicembre se ne saprà di più.
Per la prima rapina, i fatti sono accaduto nel 2013, quando Piras ha contrasti con un conoscente con il quale vi sono attriti a non finire, anche con la complicità spesso dell’essere piuttosto alticci. Piras avrebbe infatti tagliato con un vetro le mani del rivale, Fabio Pullara, perchè volevano impossessarsi della sua carta d’identità, per ritorsione. La stessa vittima dopo essersi fatto medicare (il fatto accadde in zona Acquedotto) presentò querela alla polizia e da qui il processo, mentre per la rapina di un cellulare, un Nokia da 30 euro, Piras è stato assolto.
Per la rapina di scarpe (e una catena d’argento), i quattro romeni sotto processo sono Mihai Daineanu, Marian Pravalici, Vladut Corduneanu e Alin Radu. Più che una rapina quella di cui sono accusati era una spedizione punitiva, poichè si recarono in via Bologna, in città, in casa di Costantin Gheorghe, e qui armati di spranghe di ferro e una spada fecero uscire il padrone di casa, danneggiarono portata e finestre della abitazione e poi riempirono di botte e sprangate il padrone di casa e Marina Cruceanu intervenuto in difesa di Gheorghe. Alla fine, dopo avere picchiato e sfasciato, presero le scarpe usate e la catenina al collo di Gheorghe e da qui è scattato il reato di rapina: il processo entrerà nel vivo il prossimo 9 dicembre. Ieri in aula davanti ai giudici Marini, Landolfi e Amore e al pm Di Benedetto è stato deciso - in udienza filtro - il rinvio a dicembre.
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