A Sabbioncello San Pietro c’è una chiesa da salvare
Il tempio del Settecento versa in gravi condizioni ancora a causa del terremoto A fianco c’è la canonica nella quale don Mauro Benazzi può celebrare le messe
SABBIONCELLO SAN PIETRO. La chiesa di San Pietro in Vincoli risale al 18º secolo. Bella, imponente. Con parco ombroso e verdissimo sul davanti. Se vieni dall'argine la vedi subito, se invece vieni da Sabbioncello San Pietro devi prendere una stradina stretta subito prima del cartello del paese. Un vero e proprio luogo dell'anima, se mai un posto può essere definito così. Da tre anni, la chiesa è chiusa. Colpa del terremoto. Ti avvicini. Mura scrostate. Mattoni che sembrano “scossi” alla base delle mura portanti. Alberi sradicati (ma questo è dovuto al maltempo di un paio di mesi fa).
«Piantammo questi alberi tanti anni fa, noi ragazzi, con don Antronio. Ce li regalò la Regione Toscana. Peccato che ci siano tanti problemi, anche se il parroco prova a far vivere la struttura», ci ha detto Claudio Bonsi, volontario della Protezione civile con diversi interventi in curriculum. Un pizzico di tristezza. Sulla porta della canonica, alcuni avvisi. Perché se la chiesa è chiusa, i fedeli ed il parroco continuano nella loro attività spirituale e religiosa. A Sabbioncello provi a fermare qualcuno. È una sorta di altalena: la tristezza per la chiusura ormai triennale è comune, ma i fedeli trovano comunque modo di accostarsi alla chiesa.
«Non ci sono grandi danni - ci ha detto qualcuno- ma forse danno la precedenza alle chiese di città, per le riparazioni».
Don Mauro Benazzi, parroco di Viconovo e da un anno circa di Sabbioncello, è gentilissimo nello spiegare: «La Chiesa, purtroppo, è stata duramente colpita dal terremoto. Da fuori sembra che non ci siano danni terribili, ma all'interno la situazione è diversa, ed il tetto è veramente malridotto. Non c'è agibilità. Quando sono arrivato a Sabbioncello la messa era celebrata nella tenso-struttura della Sorgente, in centro, ma abbiamo voluto provare a tornare nella struttura, ricavando una piccola cappella nell'ingresso della canonica. Non c'è molto spazio per i fedeli, ma siamo nella parrocchia. E ci sono gli incontri di preghiera di maggio, e incontri sul Vangelo il giovedì sera. La chiesa sarà inagibile, ma noi facciamo il possibile per continuare l'attività religiosa. Tempi di ripristino per la chiesa? Difficile dirlo: non si tratta di lavori da poco, e non dipendono dalla parrocchia».Trattandosi di edificio storico, infatti, non c'è solo la titolarità della curia, ma anche quella legata ai vincoli posti dalla Soprintendenza alle belle arti. Ma se è vero che per pregare e per essere comunità religiosa non è necessario disporre di una cattedrale, rimane l'amarezza per la chiusura.
Alessandro Bassi
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