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Pinacoteca abbandonata, firma l'appello a Franceschini Da oltre 50 giorni zero pulizie e cinque sale chiuse

La ditta incaricata ha sospeso il servizio a metà aprile per un contenzioso sui pagamenti. La buona volontà dei dipendenti che si portano da casa prodotti, stracci e carta igienica


22 aprile 2022 di Gian Pietro Zerbini


FERRARA. La Pinacoteca Nazionale di Palazzo Diamanti è sempre più abbandonata a se stessa. Non bastavano i gravi problemi dell’impianto di climatizzazione che hanno costretto lo scorso inverno i visitatori e il personale ad indossare il cappotto o il giaccone per evitare di finire congelati. L’ultimo schiaffo è arrivato dalla ditta delle pulizie che fino a dopo Pasqua assicurava il decoro nelle sale con i Dosso e i Tura e nei locali per la gestione del museo statale. Dopo un contenzioso sui pagamenti ha deciso di abbandonare il servizio. E questo è successo 50 giorni fa. In questo lasso di tempo la pulizia all’interno della Pinacoteca viene svolta dagli stessi dipendenti del museo. Questi, per il lavoro suppletivo che devono espletare pur non rientrando nelle loro mansioni, sono costretti a portarsi da casa anche gli stracci, i prodotti detergenti per la pulizia, la carta igienica. Oltre a dover provvedere a vuotare i cestini per togliere la spazzatura. E per loro fortuna non funzionano i bagni pubblici perché correrebbero il rischio di svolgere anche questa ulteriore mansione. La situazione in Pinacoteca sta raggiungendo livelli paradossali e l’ambiente sembra sempre più abbandonato a se stesso da uno Stato che appare ben lontano dal risolvere questi problemi basilari. Il tutto si riflette sull’immagine del luogo. Quella che dovrebbe essere una culla dell’arte, ricca di preziosi dipinti di varie epoche in uno dei palazzi storici simbolo di Ferrara rischia di trasformarsi in una struttura sempre più abbandonata per quel che concerne i normali servizi, impedendone una fruizione ottimale. Nonostante gli sforzi che vengono fatti a livello direzionale per dare impulso alla Pinacoteca e cercare di conquistare il pubblico valorizzando le opere in dotazione alla struttura - come la bella iniziativa legata alla scoperta del Polittico Costabili ideata dall’allora direttrice Luisa Ciammitti e l’ancora visibile mostra dedicata all’arte di Bastianino curata con sapienza e buon gusto dall’attuale direttrice Anna Stanzani - la Pinacoteca sta attraversando probabilmente il periodo più critico per i servizi infrastrutturali. Il personale è composta da 18 dipendenti a tempi pieno, più una persona a servizio part-time, che si devono ruotare per svolgere il servizio di vigilanza dalle 8 alle 14 al mattino, dalle 14 alle 20 al pomeriggio e il turno notturno che va dalle 20 alle 8. Devono garantire 24 ore su 24 oltre al servizio di guardiania anche quello di assistenza ai visitatori. Questa situazione precaria delle pulizie è sicuramente un biglietto da visita negativo che va ad aggiungersi alle altre grosse carenze logistiche della struttura museale. Un quarto delle sale espositive chiuse, impianti di climatizzazione ancora in alto mare, il servizio pulizie che ha alzato stracci bianchi in segni di resa e se ne andato sbattendo la porta. Cosa deve avvenire ancora? Mentre a Modena è stata inaugurata in pompa magna la Galleria Estense, la nostra Pinacoteca sembra dimenticata. E Ferrara sta a guardare.

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