La Nuova Ferrara

Ferrara

al processo per minacce

Falsa testimonianza, prete nei guai

Falsa testimonianza, prete nei guai

E lo stesso sacerdote condannato per abusi. Ha ritrattato tutto

2 MINUTI DI LETTURA





Entrato in tribunale come vittima, ne è uscito inguaiato per falsa testimonianza. Il sacerdota ferrarese, già al centro delle cronache giudiziarie per una condanna in primo grado a 1 anno e 4 mesi per abusi su un bimbo di tre anni, ieri è di nuovo comparso davanti al giudice, ma questa volta nelle vesti di testimone-parte offesa, al processo che vedeva un giovane straniero accusato di minacce. L’imputato, difeso dall’avvocato Antonio Cristian Altieri, alla fine è stato assolto perché il fatto non sussiste (il pm aveva chiesto sei mesi di condanna). E invece la vittima, con la sua testimonianza, ha fatto spazientire tutti: giudice e pubblico ministero. Imperterrito, nonostante i ripetuti inviti del tribunale a dire la verità («l’unica verità che conosco è quella dei Vangeli»), il sacerdote ha ritrattato tutto, smentendo se stesso, ripudiando la versione fornita alle forze dell’ordine appena due ore dopo i fatti, avvenuti il 10 luglio del 2013. Quella sera, secondo il racconto agli atti, il sacerdote aveva risposto a una richiesta di dialogo da parte del giovane in preda allo sconforto per la perdita del lavoro, che il religioso aiutava saltuariamente. Arrivato a casa sua, però, lo aveva trovato ubriaco e aggressivo. Al punto, aveva riferito agli inquirenti, da costringerlo a sedersi minacciandolo con un coltello. Approfittando di un attimo di distrazione, il prete era risalito in macchina ed era scappato, inseguito dal giovane che, furibondo, dopo averlo preso per il collo strappandogli la catenina era saltato sul cofano dell’auto rompendogli il vetro di un finestrino. Chiamato a confermare il suo racconto, però, ieri il prete ha ritrattato, minimizzando l’accaduto a un tentativo del giovane, sconvolto, di trattenerlo perché non se ne andasse. E il coltello? Mai visto. E le ferite che il giovane si sarebbe autoinferto con l’arma? In realtà se le era procurate spaccando il finestrino. Così ha confermato l’imputato che, contrito, si è dichiarato pentito e addolorato per essersi comportato in quel modo «con una persona tanto buona». Ma se lui ha incassato l’assoluzione, per il prete è stato disposto il rinvio degli atti alla procura per l’ipotesi di falsa testimonianza.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google