Seconde case “bollenti”: aumenta l’Imu
Il sindaco Fabbri: «il Governo ci chiede oltre 12milioni di euro, non possiamo intervenire sui beni primari delle famiglie»
COMACCHIO. «Dobbiamo aumentare le tasse, siamo costretti a farlo e da qualche parte i soldi vanno presi. Abbiamo deciso di intervenire sulle seconde case e le regioni sono ovvie». Il sindaco di Comacchio Marco Fabbri è sul piede di guerra: «il Governo e i provvedimenti in materia finanziaria in questi anni stanno incidendo in maniera sempre più pesante sulla capacità dei Comuni di erogare servizi alla cittadinanza. Più tagli ai Comuni significa meno servizi ai cittadini, questo deve essere chiaro a tutti. E noi abbiamo le mani legate mentre la gente bussa, giustamente, alla nostra porta».
Questa mattina, durante una conferenza stampa, il primo cittadino e la giunta spiegheranno la manovra nei dettagli, manovra «concordata con tutte le associazioni di categoria, i consorzi, i commercianti - precisa Fabbri - ed anche con i consiglieri di minoranza. Altre strade non ce ne sono».
Concretamente, verrà applicata un’aliquota Imu pari all’11,4 per mille: quasi cinquanta euro in più all’anno per un’abitazione di circa 60 metri quadri. «Per noi è un’ancora di salvezza - va avanti il sindaco - il Governo ha chiesto a Comacchio per il Fondo di Solidarietà (è quel contenitore che viene alimentato con una parte del gettito Imu di competenza dei Comuni. I sindaci alimentano e versano nel Fondo il 38,23% dell’Imu generata dall’aliquota standard, dando modo di raccogliere 4,7 miliardi di euro, ndr) 12 milioni e 500mila euro. Nel 2013 erano 8 milioni e 700mila euro, diventati 10 milioni e 900mila euro nel 2014 fino ad arrivare alla cifra a dir poco folle del 2015. Ecco quindi che la nostra scelta è obbligata». Il comune vede circa 30mila seconde case, in media la cifra da versare è di 350 euro, «riusciamo a raggiungere la somma richiesta senza pesare sulle prime case, sui terreni agricoli e sui fabbricati industriali». Insomma, chi ha la seconda casa è perché in qualche modo può permettersela anche se negli ultimi anni è decisamente aumentato il numero di immobili in vendita proprio perché i costi iniziano ad essere pesanti e non da tutti più sostenibili. «Le previsioni del Governo – ha detto sFabbri - sono ben diverse da quella che è la realtà dei singoli Comuni. Città a vocazione turistica, come la nostra, sono ulteriormente penalizzate, considerato anche che abbiamo deciso di non applicare la tassa di soggiorno».
«Non tutti sanno che di questa Imu lo Stato tiene per sé in media il 38% di quanto versano i cittadini. Ma è una cifra che rimane sulla carta perché nella realtà, al netto dei mancati pagamenti che gravano interamente sui Comuni, e delle crescenti difficoltà delle famiglie ad arrivare alla fine del mese, il prelievo forzoso da parte dello Stato ammonta all’82%. La politica qui non c’entra, stiamo parlando di servizi essenziali a cui i cittadini non possono rinunciare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
