Il futuro di Cento è oltre i suoi confini
Presentata la ricerca Censis. Tredici ipotesi operative per lo sviluppo, puntando anche su un ambito territoriale allargato
CENTO. Il futuro dello sviluppo di Cento si giocherà da un lato sul superamento del modello basato su autonomia e autoreferenzialità, dall'altro sull'investimento strategico nella relazione sia tra forze cittadine sia in un ambito territoriale allargato. È quanto emerge dalla Ricerca Censis sul “Futuro di Cento. Scenari e Prospettive”, presentata ieri nel salone della Caricento. Promosso e finanziato dall'Associazione Imprenditori Centesi per la Cultura, rappresentata dal presidente Stefano Borghi, e dal Lions Club di Cento, con i presidenti Diego Contri e Raffaele Bonzagni, il percorso di ricerca-intervento (durato 6 mesi) ha inteso fotografare il territorio centese, ma anche parlare con Cento e a Cento, evidenziando punti di forza e debolezze, e ragionando su come valorizzare i primi e superare i secondi. A dare il benvenuto al folto pubblico, Carlo Alberto Roncarati (presidente Caricento). Presenti il prefetto Michele Tortora, il sindaco di Ferrara e presidente della Provincia Tiziano Tagliani, i consiglieri regionali Zappaterra, Fabbri e Pettazzoni, tutto il sistema imprenditoriale e bancario centese e non solo. Dopo l'apertura dei promotori della ricerca, la presentazione dei risultati della ricerca con Marco Baldi (responsabile Area Economica e Territorio). E il primo intervento della tavola rotonda, è stato affidato al presidente della Fondazione Censis Giuseppe De Rita. «Cento - ha detto - è di fronte alla scelta di cambiare prospettiva: da molecola d'un tempo a coprotagonista di un sistema relazionale di enti e realtà che insieme ragionano e scrivono il futuro del territorio». Ciò che emerge dalla ricerca Censis è un territorio che, nonostante le difficoltà, ha retto al terremoto, al conseguente impoverimento del centro o e alla crisi del micro-tessuto produttivo. Tutto questo, però, ha rafforzato l’esigenza di un ripensamento del modello e di una ripartenza, per un cambiamento. Dalla verifica col tessuto imprenditoriale, riferisce Baldi, emerge che gli imprenditori locali preferiscono lavorare più su Area Vasta, progettando e relazionandosi con i comuni del Bolognese, Modenese e Ferrarese, e costruire percorsi strategici con Bologna e con la sua futura Area Metropolitana, piuttosto che rafforzare i legami con Ferrara e comuni limitrofi. «In un percorso di sviluppo che va ripensato e pianificato in sinergia da realtà economiche, associative, istituzionali e di rappresentanza, Cento - ha riferito il ricercatore Censis - è in una difficile fase di transizione. La sfida si gioca nel mettere in campo un percorso che individui e selezioni le opportunità e costruisca alleanze di scopo, intorno a progetti concreti, tra abitanti della città, forze sociali ed economiche, ma anche tra i comuni vicini». Dall'analisi alle proposte, il “Masterplan per Cento al 2030” che il Censis consegna alla comunità, riporta ipotesi operative che vengono tradotte in tredici idee-progetto.
Beatrice Barberini
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